Quando si parla di musica prog si parla quasi sempre di paesi nord-europei; oggi il nostro live report riguarda Roine Stolt e di uno dei suoi tanti progetti: The Flower Kings.
Formatasi nel 1993 rispecchia un genere progressive più simphonic/melodico ricordandoci quello degli anni 70′ con l’uso massiccio di tastiere vintage (Mellotron, Hammond, ecc..). Dopo vari cambi di musicisti, la band si presenta da qualche anno con la seguente line-up: Roine Stolt (chitarra, voce), Hasse Froberg (voce, chitarra) Tomas Bodin (tastiere), Jonas Reingold (basso) e Felix Lehrmann (batteria).
Ad aprire la serata conosciamo i Karmakanic; il tour all’inizio prevedeva la presenza di alcuni membri dei Pain of Salvation ma a causa dei problemi di salute di Daniel Gildenlöw, c’è stato questo cambio dell’ultimo momento. Capitanati dal bassista Jonas Reingong, dal tastierista Lalle Larsson e dal cantante Göran Edman, hanno creato l’atmosfera giusta per accogliere i Flower Kings.
Suono caldo e intimo, un mix di sonorità complesse e passaggi tecnici tipici del prog stile Yes o Genesis. Le voci dei tre artisti unite al tecnicismo del basso e della testiera han saputo ricreare la giusta miscela molto apprezzata dal pubblico maturo del Bloom di Mezzago.
Dopo un’ora di musica, annunciano l’ultimo brano…e sulle ultime note appare da un angolo Roine Stolt con la sua chitarra per dare un assaggio di cosa è previsto per le due ore successive.
Tempo di un cambio palco veloce e alle 21.50 salgono al completo i Flower Kings. La sala non è al massimo della capienza ma tra i presenti c’è tutto il vero pubblico prog, quello che incontri ad ogni concerto, che sia a Milano o a Veruno. La band ha proposto una setlist degna di un concerto memorabile: il tocco di chitarra preciso e inconfondibile di Roine, un po’ più malinconico in questo nuovo lavoro “Desolation Rose”, e l’arrivo del batterista Felix Lehrmann hanno portato sicuramente uno stimolo ed una spinta che mancava.
Il pubblico avvolto dall’energia sprigionata dalle due ore di live li richiama per il bis e loro cosa fanno? Escono insieme ai Karmakanic e ci suonano “solo” ‘The musical box selling England by the pound’ e quando mi accorgo che il mio orologio segna quasi l’una trovo lo stesso la forza e la voglia di cantare con loro questo inno prog, insieme a tutti gli altri fans.
Come ogni artista dovrebbe fare, a fine concerto, tempo 10 minuti, e ritroviamo tutta la band a firmare autografi, un clima rilassato, chiacchiere come tra amici e foto con visi sorridenti, per portare a casa non solo il ricordo di una bella serata ma anche la malinconia di dover aspettare chissà quanto per un altro concerto così intenso.

Si ringrazia Ultrasuoni Music e Bloom per l’invito.

Photogallery e live report a cura di Marco Cometto