Amanti della musica Prog, spero vivamente che il week end del 6, 7 e 8 settembre voi abbiate partecipato ad uno dei migliori festival di musica Prog in Italia.

A distanza di 10 giorni dal Ver1:  2 Days Prog + 1 mi ritrovo di nuovo qui a ricordare i piacevolissimi e intensi giorni trascorsi in questo piccolo paese, Veruno, in provincia di Novara.
Tre giorni di ottima Musica, bella compagnia e tanta tanta gente, in un ambiente rilassatissimo e accogliente.

Ho avuto l’onore di conoscere e lavorare con gli organizzatori, oltre che assistere ai concerti, e mai come questa volta mi è sembrato di essere al centro di qualcosa di magico, di assurdo e di grandioso. Certo, detta così sembra che io abbia assistito ad un concerto dei Rolling Stones ma in realtà l’atmosfera che ho vissuto con questa esperienza ha davvero dell’incredibile.
Circondata da persone che anche in momenti critici (e ce ne sono stati, proprio come in tutti gli spettacoli) hanno sempre mantenuto la calma, risolto ogni problema e tutto sorridendo e rispettando il lavoro degli altri, sempre pronti a chiedere ‘per favore’ o a ringraziarti. Una sorta di grande famiglia che ha conferito al festival un tocco in più che difficilmente ho incontrato ad altri concerti.

Il programma di Veruno Musica ha previsto 12 band, 4 per ogni serata, è stato organizzato uno spazio al Forum19 per il Meet & Greet con gli artisti, uno spazio ristoro con tanto di pizzeria, una zona venditori/espositori, dove oltre a varie bancarelle che vendevano rarità e gadeget musicali è stata allestita l’esposizione di 3 fotografi che hanno raccontato con le loro immagini, e 3 stili diversi, le precedenti edizioni del festival.

Il 6 settembre ha visto on stage, ad aprire le danze, gli italiani MirrorMaze (dalla vicinissima Borgomanero)  e i Soul Secret (dalla lontanissima Napoli) con il loro sound tendente decisamente al prog metal. Alle 20.15 è l’ora di un gruppo più storico, si tratta dei Galahad: in attività dal 1985 e con ben 15 album all’attivo, hanno conquistato applausi e consensi per più di un ora di show. Ma il pezzo forte della serata, e probabilmente anche di tutto il festival, è stata la Neal Morse Band: anche se orfani di Mike Portnoy, che è in tour con i Winery Dogs, hanno saputo regalare al festival quel tono internazionale e prestigioso che solo artisti di questo calibro sanno dare. Neal è stato a dir poco strepitoso, ottima presenza sul palco, simpatico e intrattenitore, travolgente e passionale, ha davvero lasciato tutti soddisfatti sia della qualità della musica che del repertorio scelto per l’occasione.

Il 7 settembre è stato il turno de La Coscienza di Zeno, ancora spazio ad una band italiana, seguita dai francesi Elora che han portato, con carattere e qualità, il loro rock Prog sul palco pomeridiano del festival. Nella prima parte della serata gli inglesi e mistici Haken salgono sul palco e incantano con delle sonorità diverse, molto virtuosi ed ecclettici, sono formati da alcuni dei migliori musicisti londinesi e non a caso hanno fatto da supporter per diversi gruppi famosi come i Pain of Salvation e Riverside. Il pubblico però attende il pezzo forte, anche questa volta, gruppo storico, formato da eccezionali musicisti dai grandi nomi come Gary Green e Malcom Mortimore, con il loro progetto musicale  Three Friends, nati da una costola dei Gentle Giant. Perfette e frizzanti armonie, strumenti che si intrecciano tra di loro in modo assurdo, vecchi brani ma che hanno un suono del tutto attuale e contemporaneo.

Ultimo giorno di festival, 8 settembre, il cielo durante il soundcheck minaccia pioggia ma lo show deve continuare; con un occhio ai nuvoloni e un occhio al palco, assisto alle prove e assaporo gli ultimi momenti tranquilli del week end. Dopo il meet and greet al Forum19 dove abbiamo il piacere di conoscere alcune band, ci ritroviamo di nuovo tutti in piazza per ascoltare la prima band: gli Psycho Praxis. Direttamente da Brescia, un gruppo giovane, fresco ma che ha ben chiara la sua missione, entrare nella scena prog, fondendo questo genere con suoni più hard, con brani solidi, intensi e coinvolgenti. Alle 18 è il turno, lasciatemelo dire, dei miei preferiti: i Moon Safari. Con il loro primo concerto in assoluto in Italia, direttamente dal nord della Svezia, sono stati la rivelazione del festival. Musica prog ma con venature melodiche che hanno trasportato il pubblico in un’altra dimensione, quasi più intima; per chiudere la loro brillante performance, dopo il “one more! one more!” degli spettatori, hanno ben pensato di regalare un brano a cappella, tutti riuniti al centro intorno ad unico microfono. La pioggia ha voluto metterci lo zampino tra il secondo e terzo gruppo in programma, un bell’acquazzone estivo, una mezz’ora di pioggia ma l’organizzazione ha retto perfettamente il colpo, un pò di ritardo sulla tabella di marcia ma tutto è filato liscio. Sul palco arrivano i Curved Air: altra band storica, capitanata dalla bella ed energica Sonja Kristina, dove le esperienze più diverse dei singoli musicisti hanno creato un vero mix di musica prog, folk and fusion. Il pezzo forte della serata è stato l’arrivo sul palco di Alan Sorrenti, accompagnato per l’occasione anche dalla sorella Jenny. Alan, che si è presentato con una spettacolare giacca azzurra con migliaia di fiocchi di neve stampati su, in questo contesto è ritornato un pò alle sue origini musicali; quel rock progressivo sperimentale degli anni settanta che con l’album Aria lo aveva consacrato come artista prog anche se poi nel corso della sua carriera ha voluto sperimentare anche altri generi, come il pop e la disco.

Ver1: 2 Days Prog +1 è stato davvero un evento a tutto tondo, non solo per il paese ma anche per i veri amanti del genere. E’ stata l’occasione giusta per conoscere gente fantastica, scoprire nuovi gruppi e sonorità, ci si è veramente sentiti parte di una grande famiglia e non è da tutti organizzare un festival, totalmente gratuito, basato sulla qualità ma soprattutto sulla passione. Attendiamo impazienti di conoscere le date definitive per il 2014.

Photogallery di Marco Cometto