Gli Stones regalano due ore di magia in una Lucca blindatissima e traboccante di entusiasmo.

Lo stress test, e che stress test, dato che si parlava dei Rolling Stones, la più grande rock band del pianeta, la piccola e meravigliosa Lucca lo ha ampiamente superato: una location letteralmente inventata per questa mega celebrazione dei 20 anni del Lucca Summer Festival e mai utilizzata prima, ma di sicuro impatto scenico, una culla tra le mura storiche della città, è stata capace di accogliere sessantamila spettatori provenienti da tutta Italia (e anche da più lontano) in estasi per Jagger e soci.

Quello a cui si è assistito a Lucca è uno “show per pochi intimi”, dati i numeri che solitamente sono capaci di mobilitare gli Stones ed è stato un unicum in un tour che per il resto tocca stadi e spazi ben più ampi. La macchina organizzativa, al netto delle difficoltà comportate dalla scelta di una città di neanche novantamila abitanti come location, è stata funzionale e anche l’impianto audio ha permesso un’ottima resa sonora dello show per tutto il pubblico.

Il “No Filter Tour” è davvero un tour “senza filtri” per la band inglese: palco ridotto al minimo rispetto alle strutture mastodontiche a cui ci hanno abituato negli anni e suoni dritti, con versioni dei pezzi spogliate di tanti virtuosismi a cui pure eravamo abituati (basti pensare a una “You can’t always get what you want” da brividi, privata del coro che la ha resa iconica, egregiamente sostituito da un assolo di Ron Wood).

Mick, Keith, Ron e Charlie sono ancora loro e, a settantanni belli suonati (Jagger è un classe ’43) sono ancora la più grande rock band al mondo, forse ancora di più in questa forma svuotata di tutto il contorno: sì, Keith Richards non è più un chitarrista funambolico dall’emorragia cerebrale occorsagli ormai 10 anni fa e gli errori si sentono, ma Watts è un metronomo straordinario e Ron Wood è il perno assoluto del suono Stones, mentre Mick è sempre Mick, basta un movimento, un colpo d’anca anche senza cantare e sei già rapito.

“Sympathy for the devil” e “It’s only rock’n’roll” sono il prologo di una serata in cui Jagger sfoggia una volta di più il suo ottimo italiano (“Ciao Lucca, ciao Toscana, ciao Italia. Questa è la prima volta che suoniamo in Toscana”, esordisce), corroborato da “Con le mie lacrime”, versione italiana di “As tears go by”, rarissima da sentirsi live (e che mostra tutti i difetti della nostra lingua rispetto alla musica rock quando Mick canta una strofa in lingua originale).

E’ lo spirito del blues che avvolge tutta la serata: c’è meno show e c’è tanta tanta musica, c’è “Let’s spend the night together” (scelta dai fan del fan club votando con la app apposita), ci sono “Just your fool” e “Ride ‘em on down” dall’ultimo album degli Stones, omaggio a quel genere (appunto “Blue & Lonesome”) e ci sono i brani che ti strappano via il cuore e le corde vocali, da “Paint it black” a “Start me up”, da “Brown sugar” a “Honky tonk women” non dimenticando ovviamente le immancabili “(I can’t get no) Satisfaction” e “Gimme Shelter” (il cui incedere diabolico non si smentisce mai).

E’ una celebrazione, è un evento e come tale va vissuto: si sta assistendo ad un pezzo di Storia e si paga per quello, per sentirsi parte di qualcosa. C’è chi potrebbe dire che gli Stones sono stanchi, che non sono più gli stessi, che sembra sempre lo stesso film passato al rallentatore.

Ma 60.000 persone erano a Lucca per loro, 60.000 persone hanno riso quando Keith Richards ha detto nel suo italiano sbiascicato “alla faccia di chi ci vuole male”, o Mick ha esclamato “eccheccazzo!” per poi aggiungere un toscanismo come “ganzissimo!” raccontando di aver preso un gelato con il premier Theresa May (anche lei in visita a Firenze in questi giorni) sul Ponte Vecchio.

I Rolling Stones non mollano, il loro patto col diavolo continua a dare dividendi da svariati milioni di euro e, a quell’età, non so quanti altri riuscirebbero a stare al loro ritmo dopo le vite diciamo “piene” che hanno vissuto. Dunque, lunga vita agli Stones, capaci di reinventarsi ancora una volta, mettendo in mostra loro stessi, i loro difetti, la loro vecchiaia, la loro straordinaria, inossidabile voglia di andare avanti. Suonando.

“In the silk sheet of time 
I will find peace of mind 
Love is a bed full of blues
And I’ve got the blues for you” 
 
aveva scritto qualcuno nel 1971. Quel qualcuno ha ancora il blues per tutti noi.
 
THE ROLLING STONES SETLIST @ Lucca (Mura Storiche 23 settembre 2017)
 
“Sympathy for the devil”
“It’s only rock’n’roll (But I like it)”
“Tumbling dice”
“Just your fool”
“Ride ‘em on down”
“Let’s spend the night together”
“Con le mie lacrime/As tears go by”
“You can’t always get what you want”
“Paint it black”
“Honky tonk women”
“Happy”
“Slipping away”
“Miss you”
“Midnight rambler”
“Street fighting man”
“Start me up”
“Brown sugar”
“(I can’t get no) Satisfaction”“Gimme shelter”
“Jumpin’ Jack flash”