Continuano i grandi nomi per la rassegna musicale del Gru Village. Dopo il successo al Teatro Romano di Verona, lunedì, 22 luglio, è andato in scena per il pubblico torinese Steve Hackett con il suo “Genesis Revisited World Tour”.

Location gremita di gente, fino all’ultima sedia occupata, un sold out che fa intendere quanto sia amato e apprezzato questo artista. Alle 22 in punto si spengono le luci e sull’intro di ‘Watcher of the skies’ tutte le attenzioni sono sul tastierista, Roger King,  mentre sullo sfondo 3 schermi proiettano costellazioni e stelle in movimento. Distratta dall’atmosfera non mi accorgo che anche tutti gli altri componenti sono sul palco, si intravede la figura di Steve a centro palco, alla sua destra il cantante, Nad Sylvan, e il clarinettista e ritmica Rob Townsend, alla sua sinistra bassista Lee Pomeroy e batterista Gary O’Toole.

Ciò che attira la mia curiosità è il cantante: alto, biondo e vestito con un lungo cappotto, in mano ha un cannocchiale e scruta tra la folla, tra le stelle in cielo e quelle sugli schermi. Per tutto il resto del concerto, proprio lui, spesso attirerà la mia attenzione con i suoi movimenti e i suoi gesti, oltre che per la sua voce; un atteggiamento quasi teatrale che in un contesto come quello della musica concettuale dei Genesis calza a pennello.

Ma la star della serata è stata senza ombra di dubbio Steve Hackett: al centro palco, con la sua fiammante chitarra e con diversi sorrisi regalati ai fans. La prima sorpresa della serata è stata sentirsi presentare in italiano la seconda canzone ‘Dancing With the Moonlit Knight’: il brano è stato introdotto con le prime strofe a cappella facendo andare subito in estasi il pubblico, che la canta a pieni polmoni. Con ‘Fly on a Windshield’ cantata, invece, dal batterista, l’atmosfera è diventata più corposa, si viene totalmente rapiti dal suono e dai bassi che si sentono vibrare dentro.

Il resto della  scaletta, per le due ore di concerto, ha ripercorso molta storia di questo gruppo storico: ‘The musica box’, I know what I like’, ‘Dance on a Volcano’ per poi arrivare al bis con ‘Firth of fifth’ e ‘Los Endos’.
Un concerto dove si sono alternati momenti di musica quasi sussurrata a forti esplosioni di energia e passione; un live che ha visto standing ovation e applausi scroscianti già dalla quarta canzone in poi. Un pubblico molto attento che non aspettava altro che di rivivere i Genesis ancora una volta.

Si ringrazia Gru Village, Hiroshima Mon Amour e Adfarmandchicas per l’invito.

Photogallery dell’evento di Marco Cometto

Setlist

Watcher of the Skies
Dancing With the Moonlit Knight
Fly on a Windshield
Broadway Melody of 1974
The Musical Box
Blood on the Rooftops
Unquiet Slumbers for the Sleepers…
…In That Quiet Earth
Afterglow
I Know What I Like (In Your Wardrobe)
Dance on a Volcano
Supper’s Ready

Encore:
Firth of Fifth
Los Endos

Paolo Dal Lago
"La musica è semplicemente là per parlare di ciò di cui la parola non può parlare. In questo senso, la musica non è del tutto umana", parole di Pascal Quignard che rappresentano perfettamente il suo modo di sentire la musica.