3 luglio 2016. Lo Stadio San Siro di Milano si prepara ad accogliere i fan del Boss, in posizione sin dalle prime ore del mattino, naturalmente. L’atmosfera di festa è palpabile, è nell’aria. I fan di Bruce Springsteen vanno dagli zero a settant’anni. Ci sono mamme in attesa, bambini sulle spalle dei genitori, super fan con le magliette del tour e fasce con scritto “Born to love Bruce” legate intorno alla fronte, ma anche ragazzi con la maglietta dei Motörhead e l’aria da duro e signore sulla sessantina abbondante con la camicia buona e la borsetta a tracolla.

Per chi è già in attesa dalla mattina, davanti alle transenne del parterre, il concerto comincia con largo anticipo: alle 17.30, quando Bruce fa capolino sul palco per suonare Growin’ Up in acustico. Qualche minuto per pregustare il piacere che ci attende questa sera. Poi il Boss saluta con un “See you later” e se ne va.

 

 

Per provare di nuovo quell’emozione i suoi fan dovranno aspettare ancora qualche ora. Quando alle 20.15 comincia il concerto, quello vero, lo stadio si colora di azzurro e dei colori della bandiera italiana, con una coreografia studiata per dire a Bruce che “Dreams are alive tonite”. Springsteen si prende qualche secondo per contemplarla, poi attacca Land Of Hope And Dreams.

 

 
Il resto del concerto contempla tutti i must di un live del Boss, con lui che scende tra la gente, passa tra le transenne che dividono i diversi settori, stringe le mani dei suoi fan, prende cartelli con le richieste di canzoni e li mostra alla band per eseguirli.

“Can you feel the spirit?” chiede lui al suo pubblico subito prima di Spirit In The Night.

La scaletta scorre veloce e Bruce, come sempre, non si prende neanche un attimo di pausa passando da una cover di Lucille di Little Richard a You Can Look (But You Better Not Touch), arrivando ad una emozionante The River per continuare con Lucky Town (su richiesta del pubblico con il classico cartello) e arrivare al preludio del gran finale: I’m On Fire, Drive All Night, Because The Night (il più bel regalo di Bruce all’amica Patti Smith, alla quale Springsteen ha regalato il pezzo durante le registrazioni dei rispettivi album Darkness on the Edge of Town e Easter, nel 1978), The Rising e Badlands anticipano i super classici Born In The U.S.A., Born To Run, Ramrod e Dancing In The Dark.

 

 

Anche questa volta Bruce sceglie i fan che balleranno insieme a lui e alla band sul palco. Grande emozione. E una tra le prescelte riesce anche a mantenere il sangue freddo necessario per imbracciare una chitarra e suonare con il Boss.

Dopo Tenth Avenue Freeze-Out arriva il lunghissimo finale con Shout, cover degli Isley Brothers che fa ballare tutto lo stadio. La festa si prolunga, la canzone si ripete, Bruce e la E-Street Band non vogliono proprio andare. Poi la band scende dal palco, ma Springsteen regala ancora un’ultima emozione con Thunder Road, solo sul palco con la chitarra acustica.

Quando suona l’ultima nota, saluta e se ne va è ormai mezzanotte. Tre ore e quarantacinque minuti di concerto hanno regalato ai suoi fan una serata indimenticabile. Trentacinque brani in scaletta e un record battuto: quella di ieri sera, infatti, è stata la data del tour europeo in cui Bruce Springsteen e la E Street Band hanno suonato più brani tratti da “The River”, per l’esattezza 14 canzoni (il record precedente era di 13 brani suonati a San Sebastian e Oslo). E domani si replica. Martedì 5 luglio c’è la seconda data a San Siro, prima dell’arrivo al Circo Massimo di Roma, il prossimo 16 luglio.

Qui le foto ufficiali dell’evento.

Questa, invece, è la scaletta completa del concerto:

(Growin’ Up suonata alle 17.30)
Land Of Hope And Dreams
The Ties That Bind
Sherry Darling
Spirit In The Night
My Love Will Not Let You Down
Jackson Cage
Two Hearts
Independence Day
Hungry Heart
Out In The Street
Crush On You
Lucille
You Can Look (But You Better Not Touch)
Death To My Hometown
The River
Point Blank
Trapped (Jimmy Cliff cover)
The Promised Land
I’m A Rocker
Lucky Town
Working On The Highway
Darlington County
I’m On Fire
Drive All Night
Because The Night
The Rising
Badlands

Jungleland
Born In The U.S.A.
Born To Run
Ramrod
Dancing In The Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Shout (The Isley Brothers cover)

Thunder Road

Patrizia Frattini
Patrizia a.k.a. la Rockcopy. Giornalista e web copywriter, metalhead ma amante anche del rock in ogni sua forma e della buona musica. "Il rock è una mentalità, non un genere musicale strettamente circoscritto. È un modo di fare le cose, di approcciarsi alle cose. Scrivere può essere rock’n’roll." Cit. Lester Bangs