Serata alternativa promossa da DNA Concerti nei nuovi spazi del Santeria Social Club  con il live set degli Sleaford Mods il duo di Nottingham che ritorna in Italia dopo una fugace apparizione di alcuni anni orsono nel periodo iniziale della loro carriera.

Dare una definizione della proposta musicale di Sleaford Mods è impresa ardua, considerando che il progetto di Jason Williamson e  Andrew Fearn si basa su una formula stile Dj set con il primo alla voce e il secondo alle basi ma che si discosta decisamente dal mondo Rap tradizionale sia per sonorità che per background musicale.

Provenienti dalle East Midlands Jason e Andrew diffondono una sorta di Rap Punk minimalista dove i testi politicamente scrorretti di Jason si calano sulle basi electro di Andrew Fearn che dal 2012 sostituì il primo producer degli Sleaford Mods. Giunti ormai ai 10 anni di carriera con altrettanti album ed Ep prodotti gli Sleaford Mods hanno allargato sempre più la cerchia di fans a livello internazionale tanto da arrivare ad essere considerati anche da grandi artisti per featuring e collaborazioni varie tra le quali citiamo i Prodigy e Leftfield .

Hanno recentemente pubblicato English Tapas disco contenente 12 nuove tracce  che dipingono uno straordinario affresco di parole in libertà con argomenti che spaziano dal sociale, all’alienazione e stress quotidiani al teatro dell’assurdo con sonorità magistralmente in simbiosi , refrain accattivanti in una formula ormai consolidata e originale.

Il palco del SSC di Milano si presenta scarno e come da tradizione Sleaford Mods troviamo  un piccolo tavolino e un solo microfono e ovviamente nessun strumento tradizionale. Andrew arriva per primo sul palco collegando semplicemente il Laptop al sistema di amplificazione e con un semplice clic sulla tastiera da inizio alle danze seguito a ruota da Jason che con accento inconfondibile inizia a rantolare le sue strofe .

L’esibizione è comunque coinvolgente seppur priva di strumentazione con Jason che incita il suo pubblico a ritmare e a scandire le tracce , con i suoi movimenti sincopati in stile marionetta “supportato” dal sorriso sardonico di Andrew che muove la testa a ritmo. Jason percepisce che il pubblico di Milano è dalla sua parte, si crea un feeling, una vibrazione interiore tra l’artista sul palco e il pubblico !

Praticamente l’intera playlist dell’ultimo disco viene snocciolata cominciando con Army Nights e il nuovo singolo B.H.S. per passare a Time Sands e Drayton Manored . Intercalate troviamo fantastiche chicche tratte dai dischi precedenti come la frenetica Job Seeker, o Tied up in Notz per non dimenticare Live Tonight o le cadenzate Bronx in a Six e Tarantula Deadly Cargo.

Un’ora abbondante di concerto con tre encore che il pubblico richiede a gran voce richiamando gli Sleaford sul palco con pogo finale di punkettara memoria  con Jason e Andrew a battere il cinque alla prima fila in un lungo saluto che fa presagire a prossime esibizioni nel nostro paese.