Stefano Edda Rampoldi regala un live intensissimo alla Stazione Leopolda di Firenze

La spontaneità, la forza dirompente delle sue parole, del suo modo di fare così sincero che traspare ed esalta il pubblico: questo è Stefano Edda Rampoldi e quello a cui abbiamo potuto assistere alla Stazione Leopolda di Firenze è un concerto rock di straordinaria bellezza, intenso, vissuto, semplicemente stupefacente in cui le canzoni di Edda sono dei piccoli quadri che lui dipinge con tratto quasi femminile. Da “Benedicimi” a “Stellina”,  da “L’innamorato” a “Arrivederci a Roma” il concerto è una sequenza di emozioni in cui forse l’unico peccato è dover rimanere seduti, vista la carica rock che sprigionano Edda e la sua band.

Su “Zigulì” parte la dedica di Edda a Federico Fiumani, presente tra il pubblico (“come avete fatto ad eleggere sindaco Renzi quando avevate Fiumani? Ma potete ancora rimediare”) e il leader dei Diaframma sale sul palco, intonando anche lui il brano: due icone del rock italiano sullo stesso palco, una piccola pagina di storia. Senza di loro tante band oggi di culto non esisterebbero ed è bello vederli così in forma e ancora straordinariamente ispirati.

L’ apoteosi della serata si ha sicuramente su “Spaziale”, probabilmente una delle canzoni d’amore più belle degli ultimi anni, uno di quei pezzi che ti fa contorcere fino alle lacrime da quanto è straziante e bello, ti arriva all’anima e non puoi più farne a meno, proprio come Edda, uno di quei cantautori capaci di scavarti dentro, che se lo guardi negli occhi ci vedi solo purezza.

Ne esistono pochissimi di artisti così oggi, teniamoceli stretti e diamogli i riconoscimenti che meritano.

Commenta