Buio totale, una luce bianca al centro del palco, una sedia, un ragazzo con una felpa rossa, cappuccio alzato ed occhiali neri sul volto. Poi i due musicisti presenti con lui cominciano a suonare le prime note ed a battere le prime percussioni. Lui suona la chitarra acustica e comincia a cantare…

Qui comincia la vera magia dell’artista che si è esibito sabato sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Si proprio una magia perché da questa figura enigmatica esce una vocalità assolutamente identica a quella di un mito della musica italiana, rimpianto da tutti: Fabrizio De Andrè.

Stiamo parlando di The Andrè, un artista fino a poco tempo fa sconosciuto ma che grazie a youtube  ha raggiunto 4 milioni di visualizzazioni facendo parlare di sé tutte le testate più importanti italiane e con un album uscito a gennaio intitolato ‘Themagogia’

Il suo segreto è chiaro: accostare, in maniera quasi virtuale, un maestro della musica italiana a delle canzoni trash della trap italiana ma anche a canzoni di Ambra e Malgioglio ad esempio.

Il contrasto appare subito evidente. Far sembrare che un mito con una voce inconfondibile e testi molto ricercati canti roba per ragazzini in crisi ormonale pre adolescenziale.

E come d’incanto, come spesso succede, il contrasto risulta vincente ed estremamente ironico tanto che persino la vedova del buon Faber,  Dori Ghezzi, abbia dato la sua benedizione al progetto tanto da invitare il cantante misterioso ad uno degli eventi della fondazione da lei presieduta.

Come detto, il concerto si sviluppa in canzoni dagli autori più lontani da Faber, come Young Signorino, Achille Lauro e addirittura Ambra agli esordi con la sua “T’appartengo” intramezzata da veri e propri mini sketch che il cantante improvvisa intrisi di battute ironiche e spesso sarcastiche che scambia con gli altri due membri della band presentando, ed in un certo modo demolendo, i pezzi uno ad uno.

Uno spettacolo sicuramente gradevole per chi ha amato il suono della voce di Fabrizio De Andrè.

Vedremo in avanti cosa riuscirà a fare The Andrè e che sviluppi prenderà la sua musica.

L’originalità non gli manca.

 

Testo e foto Stefano Ciccarelli