Robert PlantI Led Zeppelin non ritorneranno mai più. Questo è chiaro a tutti e a Robert Plant per primo, che negli ultimi anni non fa che ripetere ai tanti che si ostinano a fare sempre la stessa domanda che non è più possibile ripetere quell’esperienza, a distanza di cinquant’anni. Robert Plant non è più il carismatico leader di una delle band che ha segnato la storia del rock, non ha più quella stessa carica sessuale – lo si capisce bene confrontando la versione di ora e di allora di “Whole Lotta Love“, con cui chiude il suo live – e nemmeno la stessa voce – anche se alla prima nota tenuta in stile Led Zep tutti tornano con la memoria ai tempi d’oro e scatta l’applauso.

Niente è più come una volta insomma. Oggi sul palco dell’Ippodromo di Milano, per il Milano Summer Festival 2018, sale un settantenne ben conscio del tempo che è passato e della sua età, ma sale anche uno che la storia del rock l’ha fatta per davvero, che conosce la musica e che si diverte a mescolare e reinterpretare rock, blues e folk.

I brani storici dei Led Zeppelin non mancano, ma sono ripensati, reinterpretati, riarrangiati per adattarsi al nuovo contesto. Un concerto di Robert Plant non è un concerto per nostalgici, ma un live per chi continua a guardare alla musica conoscendone il passato, apprezzandone il presente e senza smettere di vedere il futuro.

Questa la scaletta del concerto:

The Lemon Song
(Led Zeppelin)
Turn It Up
The May Queen
Black Dog
(Led Zeppelin)
Going to California
(Led Zeppelin)
Please Read the Letter
(Jimmy Page & Robert Plant)
Gallows Pole
Carry Fire
Babe, I’m Gonna Leave You
(Joan Baez)
Little Maggie
Fixin’ to Die
(Bukka White)

Encore:
Rainbow
Bring It On Home / Whole Lotta Love / Santianna / Whole Lotta Love

Patrizia Frattini
Patrizia a.k.a. la Rockcopy. Giornalista e web copywriter, metalhead ma amante anche del rock in ogni sua forma e della buona musica. "Il rock è una mentalità, non un genere musicale strettamente circoscritto. È un modo di fare le cose, di approcciarsi alle cose. Scrivere può essere rock’n’roll." Cit. Lester Bangs