C’era molta curiosità tra i fan accorsi al Legend Club ad assistere alla prima in Italia del nuovo progetto Electronic Wave di Greg Puciato e soci The Black Queen, non foss’altro perchè l’ensemble costituito dall’ex cantante dei The Dillinger Escaper Plan è assolutamente intrigante per la presenza di Joshua Eustis (NIN e Telefon Tel Aviv) e da Steven Alexander ex tecnico del suono dei Dillinger.

L’interesse per la musica elettronica di Greg era già emerso qua e là nella storia dei Dillinger ad esempio con la cover di Angel dei Massive Attack oppure di Behind the Wheel dei Depeche Mode e l’incontro nel 2015 con Joshua fa scoccare la scintilla per dare vita a The Black Queen.

Sin dal primo album prodotto nel 2016 “Fever Daydream” il suono dei The Black Queen evidenzia un tratto distintivo interessante perchè siamo di fronte ad una elettronica con un tocco soft di rock alternativo una intensa ricerca estetica del suono , dove lo stesso Greg si trova  perfettamente a suo agio pur con un evidente cambio di registro tonale.

La seconda prova discografica  Infinite Games uscita da poche settimane ci consente così di assistere ad un live di circa un’ora fatto di una scaletta di una dozzina di pezzi  con la formazione a tre, dove al centro della scena si pone Greg Puciato affiancato da Eustis alle tastiere e Programming e Alexander alla chitarra.

Bisogna dire che già dalle prime note di Thrown into the dark tratta dal nuovo lavoro, la band dimostra un suo stile, un suo carattere e così ascoltiamo con piacere la voce di Greg dipanarsi soavemente sulle algide tastiere di Joshua mentre il capelluto Alexander arpeggia sulla sua sei corde, creando un’atmosfera dance floor darkeggiante.

Questo è il suono che ci piace dove l’elettronica ha un anima e l’emblema di tutto ciò è The End Where we start una stupenda ballad ricca di pathos dove ci impressiona particolarmente  l’interpretazione di Puciato con un timbro ruvidamente dolce che dimostra il talento di questo singer.

Le pulsazioni di Distanced fanno vibrare le casse del Legend, mentre Ice to Never uno dei primi singoli della band ci riporta al drumming potente degli anni 80 con una doppia interpretazione della vocalità.

Una long version della bellissima Secret Scream scuote il pubblico che intona il coro insieme a Greg come se avessimo smussato tutte le ruvidità dei Nine Inch Nails passandole nel Sound Editor. Sulla falsariga della precedente ascoltiamo con piacere Spatial Boundaries tratta dal nuovo lavoro per passare ad un’onirica Your Move minimalista alla Burial che fa il paio con Even Still I Want .

Il Live act dei The Black Queen arriva alla giusta conclusione con il finale di Taman Shud dove Greg Puciato va ad imbracciare la seconda chitarra duettando con Steven Alexander  terminando  con il saluto finale, a suggellare l’unità di intenti che i tre hanno pienamente dimostrato .