È una vera e propria celebrazione religiosa quella che ha inizio ogni volta che sul palco salgono Alice Cooper, Joe Perry e Johnny Depp a.k.a. gli Hollywood Vampires, che in questa particolare formazione sono accompagnati dal chitarrista Tommy Henriksen, storico compagno di band di Alice Cooper insieme al batterista Glen Sobel, dal bassista Chris Wyse (The Cult) e da Buck Johnson, già tastierista degli Aerosmith.

Alice Cooper qui è il più autorevole di questa particolare congrega di vampiri, riunita sui palchi di tutto il mondo e – in questo caso particolare – del Lucca Summer Festival per celebrare la vita, la morte e la santificazione di tutti i più grandi dei del rock. Un’agiografia musicale che non dimentica nessuno dei martiri del rock: da Lemmy Kilmister a David Bowie passando per Jim Morrison, Keith Moon e Jimi Hendrix.

Ma nel santificare queste figure ormai mitologiche e scolpite nella storia del rock, non si dimentichi che il Maestro di Cermonie, in questa occasione, è qualcuno che non sono li ha conosciuti, ma che li ha avuti come amici e compagni di bevute. Una qualifica, questa, che lo rende non solo uno dei pochi sopravvissuti a quell’epoca d’oro (e di alcol) del rock (“Ora vi canto un pezzo di qualcuno che non è morto negli anni Settanta: io!” annuncia Alice Cooper prima di attaccare con “I’m Eighteen”) ma anche uno dei pochi titolati a calebrarne le gesta musicali senza sembrare mai una cover band. Brani come “People Who Died” (The Jim Carrol Band) e soprattutto “My Dead Drunk Friends” (Credits: Tommy Henriksen, Robert Alan Ezrin, Johnny Depp, Bruce Witkins, Vincent Furnier) sono lì a ricordarci proprio questo, oltre che per consentire al pubblico di osannare la propria divinità rock n’ roll preferita mentre le loro immagini scorrono sui maxi schermi come in un moderno rosario visivo.

All’autorevole figura di Vincent Damon Furnier (a.k.a. Alice Cooper) si affiancano Joe Perry e la sua granitica presenza alle sei corde e Mr. Johnny Depp, che offre al gruppo non solo quella carica di sensualità di cui il rock non è mai riuscito del tutto a fare a meno ma anche un valido supporto alla chitarra, contributi dal punto di vista autoriale e una voce profonda e magnetica che non è possibile non notare quando dalla postazione laterale sisposta verso il microfono per cantare “People Who Died”.

Certo, la celebrazione della vita, della morte e dei “miracoli” dei santi del rock sarebbe stata più solenne senza l’alta percentuale di fan di Depp ignare di gran parte dei brani proposti e intente a tirare sul palco peluche e oggetti di ogni genere, ma anche di questo è fatto il rock n’ roll: di sex appeal e fan urlanti. E i vampiri di Hollywood questo lo sanno bene.

“The first one, goes to rock n’ roll, the fortune and the fame
The limousines, the screaming teens, that yell our name”
Cit. “My Dead Drunk Friends”

La Messa si chiude con il più classico degli “Andate in pace” di Alice Cooper: “Schools Out”.

School’s out forever
School’s out for summer
School’s out with fever
School’s out completely

Questa la setlist della serata:

I Want My Now
Raise the Dead
I Got a Line on You (Spirit)
7 and 7 Is (Love)
My Dead Drunk Friends
Five to One / Break On Through (The Doors)
The Jack (AC/DC)
Ace of Spades (Motörhead)
Baba O’Riley (The Who)
As Bad As I Am
The Boogieman Surprise
I’m Eighteen (Alice Cooper)
Combination (Aerosmith)
People Who Died (The Jim Carroll Band)
Sweet Emotion (Aerosmith) / ‘Voodoo Child’ (Jimi Hendrix)
Bushwackers
Heroes (David Bowie)
Train Kept A-Rollin'(Tiny Bradshaw)

Encore:
School’s Out