“Il segreto del tempo è che il tempo perdona chi tutto alla vita si da…”

Recita così un verso del brano che Roby Facchinetti e Riccardo Fogli hanno portato sul palco dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, Il Segreto del Tempo, e questa frase rappresenta a pieno ciò che hanno vissuto Roby e Riccardo, che grazie al tempo, sono riusciti ad avere la propria “rivincita”, dopo che negli scorsi mesi avevano dovuto rimandare i propri concerti che si sarebbero dovuti tenere nella prima settimana di aprile e che invece hanno avuto luogo a Milano e Roma rispettivamente il 15 e il 31 maggio scorsi.

Il rinvio dei due concerti quasi a ridosso delle due date, aveva chiaramente creato parecchio scompiglio tra i fan (molti dei quali avevano organizzato le loro trasferte per le due città da parecchi mesi), che si sono visti annullare tutto a poco più di due settimane dagli eventi. Lo slittamento (soprattutto quello del concerto di Milano che inizialmente era di sabato) rischiava di far perdere a molti la possibilità di rivedere i propri beniamini su un palco e ovviamente il rimborso dei biglietti non è bastato a chi era interessato prima di tutto ad assistere a questi spettacoli. Il timore che molti chiedessero il rimborso lasciando spazi vuoti nelle platee però non si è fortunatamente avverato e i due concerti di Milano e Roma hanno visto platee praticamente esaurite e tantissime persone che hanno raggiunto le due città da ogni parte d’Italia, felici di poter finalmente assistere al concerto, un momento per molti atteso sin dall’ultimo concerto (quello di addio) dei Pooh del 30 dicembre 2016.

Due concerti diversi, ma forti in egual modo: si comincia a Milano, il concerto del debutto, quello tanto atteso e che si aspettava come prima “prova” di come il pubblico avrebbe reagito. Il primo dopo la fine dei Pooh, il primo come duo, il primo dopo il Festival di Sanremo. Un concerto che si è distinto sia per l’emozione chiaramente visibile nel volto e nelle voci di Facchinetti e Fogli che non appena saliti sul palco sono stati travolti dall’ondata di affetto e di gioia dell platea milanese, a sua volta emozionata per l’importanza di quel concerto, sia per il legame evidente tra i due.

Passano due settimane, la platea è diversa, l’emozione è sempre presente ma questa volta la grinta e l’entusiasmo prevalgono sull’emozione, sia da parte del pubblico che degli stessi artisti. Dal Teatro degli Arcimboldi siamo passati alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, da Milano a Roma, ma lo spettacolo è lo stesso, con una scaletta che scivola via a cavallo tra i quattro repertori portati in scena dal duo: quello dei Pooh, quelli rispettivamente di Fogli e Facchinetti come solisti e ovviamente i brani tratti dall’album Insieme, pubblicato lo scorso novembre 2017, primo progetto discografico di Facchinetti e Fogli.

Tra applausi, grida di gioia e qualche lacrima d’emozione che il pubblico durante l’interpretazione a lungo applaudita di Facchinetti su brani come “Ali per guardare e occhi per volare” o “E’ per me” non riesce a trattenere, il concerto si presenta come una macchina perfettamente funzionante, che molto ricorda quella dei concerti dei Pooh degli ultimi anni. Anche l’impianto scenico perfettamente costruito rivela e ricorda (forse con un po’ di malinconia) quello dei concerti della band più longeva d’Italia. E come non parlare della simpatia di Riccardo Fogli che si presenta come “il primo rapper della musica italiana” riferendosi alla parte parlata di Piccola Katy (che negli anni è rimasta solo nei ricordi dei veri appassionati) ed emoziona tutti con la stupenda interpretazione del brano “Io ti prego di ascoltare” presentato sul palco del Festival di Sanremo nel 1991?

Un concerto che sicuramente non sarebbe lo stesso senza la band formata da grandi professionisti che Roby e Riccardo hanno scelto per accompagnarli nella propria tournée (di cui al momento non abbiamo date certe ma che siamo certi non finirà qui!): Danilo Ballo alle tastiere, Guido Carli alla batteria, Claudio Sannoner al basso, Marco Barusso e Michele Quaini alle chitarre e Valeria Caponetto Delleani e Chantal Saroldi ai cori.

Ancora una volta dunque la musica ha vinto e coloro che hanno potuto assistere ai due concerti hanno sicuramente portato a casa il ricordo di una serata speciale, fatta di musica ed emozione, con Roby e Riccardo, che da bravi padroni di casa, hanno saputo intrattenere il loro pubblico, divertirlo ed emozionarlo.

Semmai ce ne fosse stato bisogno, questi due concerti hanno dimostrato ancora una volta come Roby e Riccardo, dopo aver festeggiato il cinquantennale dei Pooh, non hanno di certo esaurito la loro voglia e la loro grinta per esibirsi e per continuare a vivere di musica. 50 anni di carriera non si cancellano per la troppa emozione che può farti sbagliare su un palco importante come quello del Festival di Sanremo. E nemmeno qualche piccolo intoppo nell’organizzazione di una tournèe basta a cancellare l’affetto e la stima che i fan provano per un artista. Nell’era dei social dove tutto sembra dovuto, dove si fa presto a giudicare e a scagliarsi contro questo o quel cantante è bello vedere come sia ancora la musica a mettere a tacere critiche e pregiudizi: usciti dai due concerti e rivoltosi ai social per commentare gli eventi, molti dei presenti hanno espresso infatti i loro giudizi positivi nei confronti di quei due amici, che si sono messi in gioco in questa nuova avventura, sperimentando e mettendosi alla prova, con il rischio si di sbagliare, ma con il coraggio e la sicurezza di chi è consapevole delle proprie capacità e sa che non è una scelta sbagliata a cancellare anni e anni di successi, traguardi e di emozioni.

“…dall’inferno si torna su, fai col cuore!” recita un successo che Facchinetti canta durante la serata, e anche se è una frase un poco azzardata, la rivincita e le grandi soddisfazioni ed emozioni raccolte durante questi due concerti sono la prova che la passione per la musica e il rispetto verso il proprio pubblico danno sempre i loro risultati.