Lunedì 23 aprile 2018 un Fabrique tutto esaurito ha ospitato la prima delle due tappe italiane consecutive di Ben Harper con Charlie Musselwhite. Tra gli artisti più influenti degli ultimi anni il primo, bluesman di lunga data il secondo, i due hanno intrapreso un percorso artistico congiunto che li ha portati a pubblicare ben due album a quattro mani: il primo, Get Up, nel 2013, e il secondo, No Mercy in This Land, nel 2018. Alla luce di ciò il live di ieri – che da Milano ha trasportato mentalmente i presenti sulle rive del delta del Mississippi per un paio d’ore – è stato intenso, vivido e solenne, quasi primordiale, con Harper, Musselwhite e i loro musicisti (alcuni già membri dei Relestless Seven), guidati dal fuoco sacro del blues, a muoversi con evidente intesa sul palco.

Ben Harper aveva più volte dato dimostrazione del proprio talento davanti al pubblico italiano, ma la sua condivisione della scena con il leggendario armonicista Charlie Musselwhite, classe 1944, ha addirittura elevato l’intensità della sua performance. Tra momenti in cui l’inseparabile lap steel guitar è stata l’indiscussa protagonista, una dedica esplicita al presidente americano Trump – definito “Soon to be ex president of the United States” (‘I Don’t Believe a word You Say‘) – le note suadenti dell’armonica di Musselwhite e un pezzo finale cantato da Harper senza microfono per avvicinarsi al pubblico senza filtri (‘All That Matters Now‘), la serata è filata piacevole e velocissima. La scaletta conteneva, tra gli altri, i brani ‘When I Go’, ‘Bad Habists‘, ‘Movin On‘ e ‘No Mercy in this land‘, oltre a due cover decisamente degne di nota proposte durante l’encore: la prima, ‘When the Levee Breaks‘ di Kansas Joe McCoy e Memphis Minnie (proposta in versione Led Zeppelin) e la seconda, ‘Yer Blues‘, un pezzo dei Beatles contenuto nel White Album, qui rivisitato in chiave black-blues. All’interno della setlist sono stati inclusi sia i pezzi più recenti che alcune canzoni presenti sul disco precedente.

Dopo un concerto del genere si può sicuramente affermare che il blues non è solamente il patrimonio artistico che ha contribuito a dare origine alla musica moderna, ma è anche un magico linguaggio anacronistico in grado di unire le generazioni nel presente: i due artisti che sono saliti sul palco del Fabrique – e che si preparano a fare una doppietta nella stessa location tra poche ore – e il pubblico che li ha ascoltati ed applauditi, ne sono la fulgida dimostrazione.

Ben Harper e Charlie Musselwhite: la setlist del concerto del 23/04/2018 al Fabrique di Milano

When I Go
Bad Habits
The Blues Overtook Me
Love and Trust
I Ride at Dawn
Get Up!
I Don’t Believe a Word You Say
Movin’ On
I’m in I’m Out and I’m Gone
Nothing at All
Trust You to Dig My Grave
Found the One
I’m Goin’ Home
Blood Side Out

ENCORE

When Love is Not Enough
When the Levee Breaks
No Mercy in This Land
The Bottle Wins Again
Long Legged Woman
Yer Blues
All That Matters Now

Mara Guzzon
I listen, I write, I think. La musica per me è vita e i concerti ne sono la più diretta, efficace ed emozionante rappresentazione. Osservare, ascoltare e scrivere sono tre dei miei passatempi preferiti. Giornalista, copywriter e web editor, in redazione mi occupo di news, live-report e interviste.