Altissimo, allampanato, con quel ciuffo biondo che lo ha reso famoso ormai da quasi 20 anni e un sorriso che si apre spontaneo e ti rivela un mondo fatto di gentilezza e semplicità: questo è Erlend Oye come appare sul palco di un Covo Club stracolmo per la sua ultima data italiana (dopo aver già fatto registrare sold out anche a Milano, Padova e Roma): l’italiano ormai è quasi perfetto, frutto dei suoi anni trascorsi a vivere ad Ortigia, in Sicilia, luogo dal quale proviene anche la band che lo accompagna in questo tour acustico.

La semplicità, dicevamo: è questa la caratteristica forse principale di questo tour, che, in un luogo raccolto come il Covo, dà ancora più l’idea di qualcosa di intimo, conviviale, una specie di incontro tra amici (e che amici, c’era gente accorsa dal Brasile o da Madrid) in cui ad un certo punto spunta una chitarra e “quello bravo” (perchè c’è sempre uno che sa suonare) si mette a cantare.

Ecco, Erlend è un po’ più che “quello bravo”. è uno capace di scrivere brani come “Upside down” o “Paradiso”, di dialogare col pubblico, è un insospettabile re della festa: lo avreste mai detto che un norvegese di un metro e novanta fosse un po’ pazzo e capace di tirare fuori, pur nel suo aplomb da folk singer, un live così trascinante?

E’ esattamente quello che succede, tra battiti di mani a tempo, persone che ballano, richieste di baci al cantante “perchè è il mio compleanno”, una struggente “Non arrossire” gaberiana che Erlend dedica a Simona, una sua storica fan appostata in prima fila e un finale brasilianeggiante grazie alla fantastica band che, mentre Oye si apposta a ballare in mezzo al pubblico, regala qualche classico di musica carioca.

Insomma siamo di fronte ad un norvegese dal sangue latino, ormai più che a suo agio in Italia, tanto che ovviamente i brani in italiano non mancano (spicca la splendida “La prima estate”), che dà l’idea di divertirsi e sapersi divertire sul palco e questo non fa altro che esaltare il pubblico presente, creando un’empatia totale tra ciò che accade sopra e sotto il palco. E’ una festa e come tale va vissuta, lasciandosi andare al ritmo e alle chiacchiere di Erlend, estremamente spiritoso e totalmente padrone della scena.

Quando arriva anche il momento di rispolverare un paio di classici dei The Whitest Boy Alive (“Courage” e “1517”) si può davvero dire che il party sia completamente riuscito: in sottofondo le onde del mare siciliano, un ritmo brasiliano appena accennato, gli occhiali da sole calati su una carnagione bianchissima e un sorriso primaverile. Erlend Oye sa regalare sensazioni, più che canzoni e questo è un pregio raro.

ERLEND OYE SETLIST @ COVO CLUB (Bologna 14/04/18)

Fence me in

Peng pong

Upside down

Intentions

Bad guy now

Giacca

Paradiso

 

New for you

Garota

Non arrossire

 

Fairytale

Lies 

Abalis theme

 

Altiplano

Dancing with you

 

Brazil

Courage 

1517

La prima estate

Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".