Quando un artista che segui da quasi 10 anni, che consideri praticamente un amico, riesce a riempire fino all’inverosimile un teatro di grandi dimensioni, sono due i sentimenti che ti pervadono: un po’ di gelosia per i tempi in cui potevi serenamente chiacchierarci senza essere assaltato dagli altri fan e una gigantesca dose di orgoglio per aver visto crescere qualcosa che adesso arriva (finalmente) a tutti. E’ più o meno questo quello che è successo con Dario Brunori e la Brunori sas: l’Obihall di Firenze straripa di giovani prontissimi a scandire ogni parola di ogni canzone, a farsi invadere da gioia e tristezza (“Ho messo in chiaro dall’inizio della mia carriera che scrivo pezzi tristi, smettetela con questo clima di festa che non è cantautorale”, dice Brunori dal palco).

Si comincia subito con “La verità”, ormai una hit conclamata e uno dei pezzi più ispirati della canzone italiana degli ultimi anni: Brunori non deve nemmeno fare lo sforzo di cantarla, che già le voci del pubblico lo sovrastano, in un unisono straordinario.

La Brunori sas, guidata da Simona Marrazzo, la dolce metà del cantautore cosentino, scandisce dal palco i nuovi brani, caratterizzati da sonorità più ballabili e “dritte” rispetto a quanto la band ci avesse abituato nei lavori precedenti, ma non per questo meno impegnati a livello di testi (“L’uomo nero” ne è un chiaro esempio, piuttosto che la carichissima “Canzone contro la paura”, un vero e proprio mantra collettivo da gridare a squarciagola).

Il live prosegue tra volti sorridenti, increduli, con Brunori che non crede davvero ai suoi occhi per l’amore che gli riserva questa città che lo ha praticamente adottato (la sua crew è in buona dose fiorentina): si passa così ai vecchi successi (“vi ricordate le camicie incredibili che mettevo all’inizio?”) e su “Come stai?” l’emozione è palpabile, ma è con il poker “Le quattro volte”, “Fra milioni di stelle”, “Pornoromanzo”, “Lei, lui, Firenze” che si raggiunge l’apice della serata e su quest’ultima potete ben immaginare l’esaltazione del popolo fiorentino per un brano che esalta la bellezza della loro città.

La lacrimuccia su “Arrivederci, tristezza” è ovviamente garantita e “Una domenica notte” suonata subito dopo è un colpo al cuore un po’ sleale, ma mai quanto i bis: “Guardia ’82”, “Kurt Cobain” e “Secondo me” chiudono una serata magica, una serata in cui Dario Brunori e compagni hanno capito davvero che arrivano al cuore della gente, che si sono buttati e ce l’hanno fatta, con leggerezza e poesia.

Perchè in fondo “Vivere è come nuotare, ci si può riuscire soltanto restando sul pelo del mare.”

 

BRUNORI SAS Setlist @ Obihall Firenze (17/03/2017)

La verità

L’uomo nero

Canzone contro la paura

Lamezia – Milano

Colpo di pistola

La vita liquida

Come stai

Le quattro volte

Fra milioni di stelle

Pornoromanzo

Lei, lui, Firenze

Arrivederci tristezza

Una domenica notte

Il costume da torero

Sabato bestiale

Don Abbondio

Rosa

 

Guardia ’82

Kurt Cobain

Secondo me

Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".