calendario concerti Umbria Jazz 2009Grandissimo jazz ma anche blues e soul all’Arena S. Giuliana di Perugia. Un festival che rimane tenacemente radicato nel cuore del centro storico di Perugia, fra teatri, club e piazze, e che fa di questo scenario il tratto distintivo della propria unicità.

Umbria Jazz è, senza dubbio, uno dei più importanti festival jazz d’Europa. Da quando nel 1973 fu inaugurata la prima edizione del Festival Umbria Jazz si sono esibiti a Perugia i più grandi artisti del genere: negli anni ’70 Dizzy Gillespie, Sam Rivers, Herbie Hanckok, Enrico Rava, Miles Davis, Lionel Hampton e nelle edizioni più recenti del festival Dedee Bridgewater, Gilberto Gil , Milton Nascimento, Terence Blanchard, Paolo Conte, Vinicio Capossela, Nicola Arigliano, Miriam Makeba, Renzo Arbore e i suoi Swing Maniacs, Sergio Cammariere, The Coolbone Brass Band of New Orleans, Lyle Henderson & Emmanuel Gospel Singers.

Anche l’Umbria Jazz Festival 2009 si svolgerà nel mese di luglio per dieci giorni durante i quali dalla mattina alla sera, senza soluzione di continuità, nel centro storico di Perugia si terranno decine di concerti con proposte musicali che spaziano ormai sull’intero orizzonte musicale per abbracciare i gusti di un pubblico più eterogeneo.

Perugia diventerà, anche quest’anno, punto d’incontro per migliaia di amanti della musica, provenienti non solo da tutta l’Italia ma anche dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Il calendario e l’elenco degli artisti presenti a Umbria Jazz 2009:
10 luglio Paolo Conte
11 luglio Steely Dan
12 luglio Simply Red
13 luglio Corea/Bollani
14 luglio W. Marsalis – Cafiso
16 luglio Burt Bacharach
17 luglio George Benson
18 luglio James Taylor
19 luglio B B King

Umbria Jazz 09: 37 anni di storia

7 edizioni con l’Arena Santa Giuliana come main stage

10 giorni di concerti (10 – 19 luglio)

9 palchi, tra Arena, teatro, piazze, ristoranti

220 eventi, per la maggior parte gratuiti

500 musicisti

66 Grammy Awards sul palco dell’Arena

Umbria Jazz offre al suo pubblico un cartellone eclettico che racconta di come e quanto possa essere diversa la musica. E perché tutta, se buona musica, meriti ospitalità e interesse. E allora a Perugia si potranno ascoltare popolari songwriters (Paolo Conte, Burt Bacharach, James Taylor) e avanguardie estreme (Cecil Taylor e George Lewis con il progetto AACM); raffinato pop d’autore (Steely Dan, Simply Red) e ortodossia jazz (McCoy Tyner con Bill Frisell, il trio di Roy Haynes, Ahmad Jamal); standards evergreen (ben tre omaggi a Nat King Cole: George Benson con una grande orchestra d’archi, il crooner Allan Harris, Freddy Cole, il fratello del grande cantante) e musica Nera (BB King, Solomon Burke, Maceo Parker, John Scofield con il progetto New Orleans). Una sottolineatura per due incontri Italia-Stati Uniti con Wynton Marsalis – Francesco Cafiso e l’inedito duo di pianoforte Chick Corea – Stefano Bollani, e per la celebrazione della musica di Charles Mingus con la Mingus Dynasty e Quintorigo. Sempre molto ben rappresentato il jazz tricolore. Tra gli altri, Enrico Rava, Paolo Fresu, Gianluca Petrella, Enrico Pieranunzi, Renato Sellani, Danilo Rea, Roberto Gatto e Gabriele Mirabassi, più la curiosa “intrusione” di Gino Paoli, che con il jazz ha dimestichezza e feeling.

Il filo rosso che unifica il progetto artistico è da un lato la ricerca della qualità in tutte le sezioni in cui il Festival idealmente si articola, e dall’altro  la sua formula, che nell’ultima definizione ha soli sei anni di vita ma è già solida e sicura. È una formula che si è voluto riconfermare anche per l’edizione 09, senza ridimensionamenti e/o tagli. Sarebbe stato un omaggio alla crisi che viviamo; si è scelto di lanciare invece un segnale di fiducia. Si è voluto usare ancora una volta Umbria Jazz come strumento di promozione dell’Umbria. Le istituzioni e gli sponsor privati hanno compreso e collaborato. Di questo Umbria Jazz dà loro atto e li ringrazia.

Herbie Hancock a Umbria Jazz 2008

http://www.youtube.com/watch?v=

La formula. L’Arena Santa Giuliana, vero e proprio teatro all’aperto, ospita il main stage. Qui si svolgono gli spettacoli di maggior richiamo. Quest’anno c’è una novità nello spazio adiacente alla platea dell’Arena. Vi funzionano tutti i giorni, a partire dalle 19,30, in attesa del concerto serale che inizia alle 21,30, un vero e proprio ristorante ed un palco su cui si esibiscono Tuck & Patti, raffinato duo, nell’arte e nella vita, voce e chitarra.

Il jazz nelle sue variegate ortodossie vive nel Teatro Morlacchi e nell’Oratorio di Santa Cecilia. La musica all’aperto, irrinunciabile eredità dell’Umbria Jazz stradaiola e gratuita degli anni Settanta, si ascolta dai palchi di Piazza IV Novembre e dei Giardini Carducci. Il centro storico è l’ovvio palcoscenico della marchin’ band (Funk Off). Infine, tre locali per chi vuole abbinare buon cibo e buona musica (al primo provvede la cucina umbra, al secondo Umbria Jazz): Ristorante La Taverna, Bottega del Vino, Hotel Brufani.

Umbria Jazz 09 segna un momento di passaggio molto importante nella vita della manifestazione. Un nuovo assetto è ormai pronto e tra brevissimo sarà operativo. A luglio, quando il Festival comincerà, la nuova identità di Umbria Jazz sarà una Fondazione di partecipazione che supera il precedente modello Fondazione – Associazione. Un modello, quest’ultimo, nato circa un quarto di secolo fa e non più rispondente alla complessità, alle esigenze, alle dimensioni attuali. L’Associazione Umbria Jazz ha posto con forza la necessità di procedere verso una evoluzione dell’assetto del Festival, nella convinzione di dover lavorare adesso, in una fase di grande successo, al futuro della manifestazione, alle sue garanzie, alla continuità. La Regione, primo referente istituzionale e proprietario del marchio UJ, ha compreso e fornito tutta la collaborazione necessaria. Di questo vanno ringraziati la presidente Maria Rita Lorenzetti ed il Dott. Aldo Bruni. La Fondazione di partecipazione, aperta a istituzioni e privati, sarà di fatto il titolare della manifestazione e il garante del suo bilancio; la nuova Associazione Umbria Jazz, che al nucleo storico dei membri aggiungerà altri soci, continuerà a svolgere il suo ruolo di costruzione del Festival nei suoi vari aspetti. Evidentemente, si tratta di una formula innovativa, che richiederà, soprattutto all’inizio, un paziente confronto ed una attenta verifica. In particolare, sarà importante far sì che resti inalterata quella agilità che permette (che fino ad ora ha permesso) di dare risposta immediata, non burocratica, a questioni magari imprevedibili. Umbria Jazz ha bisogno di freschezza.

Per i non udenti di professione: tutte le strutture dell’Arena sono provvisorie; saranno montate immediatamente prima e verranno smontate immediatamente dopo il Festival. Ogni riferimento a recenti polemiche perugine sull’Arena (luogo dell’atletica e/o tempio del jazz) è voluto. Resta il tema, più volte posto da Umbria Jazz, di uno spazio il cui allestimento è costosissimo e dura l’effimera vita di 10 giorni: le risorse necessarie sarebbero certamente più utilmente spese nei progetti artistici del Festival.

GLI “EVENING CONCERTS” ALL’ARENA SANTA GIULIANA

Aprirà le serate all’Arena Paolo Conte, uno dei più originali cantautori italiani, il più vicino per storia e stile al mondo del jazz e di sicuro il più erudito e coerente. I suoi due strumenti, il pianoforte e la voce (prima ancora che le canzoni vere e proprie) faranno da battistrada ad una delle contaminazioni più seducenti di sempre del panorama del cantautorato italiano.

Uno show di classe che è un piccolo capolavoro di essenzialità, ottenuto grazie a una squadra di ottimi professionisti.

Gli Steely Dan sono noti soprattutto per l’inconfondibile e inclassificabile stile musicale e sonoro derivante dalla fusione di jazz, rock, funk, country e blues.

Il gruppo è fondato sul nucleo storico composto dal duo Donald Fagen, voce e tastiere e Walter Becker alla chitarra e basso.

Sonorità pop-soul dalla Gran Bretagna per Mick Hucknall e i suoi Simply Red che, iniziata la carriera negli anni ottanta, sono ritornati negli ultimi anni a grandissimi livelli di popolarità.

Chick Corea, uno dei pianisti fondamentali del jazz degli ultimi decenni, ha coltivato come pochi altri l’arte ed il gusto dell’incontro. Solo per citare alcuni dei suoi partner: Herbie  Hancock, Gary Burton, Keith Jarrett, Bobby McFerrin. In questa occasione si presenterà al fianco di Stefano Bollani, ormai riconosciuta star a livello internazionale e capace di grande successo di pubblico e critica nelle sue ultime apparizioni al Festival, sia nell’edizione estiva che in quella invernale.

Wynton Marsalis con la Jazz at Lincoln Center Orchestra, con special guest Francesco Cafiso, proporranno al pubblico di Umbria Jazz il concerto-evento del 19 gennaio scorso tenuto in occasione dell’Inauguration and Martin Luther King Jr. Day all’Eisenhower Theater at the Kennedy Center di Washington, una delle iniziative che hanno preceduto il giorno dell’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Francesco Cafiso sarà in concerto anche al Teatro Morlacchi con il suo Italian Quartet.
Maceo Parker, che iniziò la sua carriera negli anni ‘60 entrando nella band del padrino del funk/soul James Brown – facendo anche parte – con notevole influenza su tutta la produzione, del clan Parliament/Funkadelic, aprirà la serata a Solomon Burke, che torna dopo il grande successo del 2006, quando divise il palco addirittura con James Brown. Nella sua musica c’è una perfetta fusione tra sacro e profano, il suo segreto di eterna giovinezza musicale.
Umbria Jazz farà da palcoscenico ideale anche per uno dei più grandi compositori di canzoni di tutti i tempi, Burt Bacharach, autore di tantissimi successi per il cinema, Broadway e la hit parade, dagli anni sessanta agli anni ottanta. Uno dei pochi songwriter che hanno saputo coniugare successo commerciale e qualità.

George Benson, chitarrista e cantante, che è riuscito negli anni a portare a sintesi quei generi che individualmente si chiamano soul, pop, jazz e funk ma che tutti insieme danno una credibile rappresentazione della pura Black Music. Con la sua band e un’orchestra di 28 elementi e coristi proporrà un omaggio alla musica del grande Nat “King” Cole, oltre a riproporre i suoi grandi successi. James Taylor, senza dubbio uno dei più grandi songwriter di tutti i tempi, entrato nel 2000 nella Rock and Roll Hall of Fame e pluripremiato ai Grammy Award. Umbria Jazz non poteva mancare l’appuntamento con uno dei più importanti artisti della scena della musica Nera: B. B. King. Molti hanno cercato di riprodurre – magari semplificandola – la sua musica, nessuno però vi è andato vicino. Il fatto è che King è riuscito a sviluppare uno stile che è solo suo, nel quale si fondono a meraviglia il blues tradizionale elettrico (il blues urbano), lo swing del jazz, il mainstream, il pop, e con la sua inseparabile chitarra “Lucille”, è diventato una vera e propria icona del blues.

Quest’anno tutti i concerti del main stage dell’Arena Santa Giuliana saranno anticipati alle 19,30 dall’esibizione di Tuck & Patti che, sul palco situato nell’area ristorante dell’Arena, riusciranno a sedurre e incantare vasti strati di pubblico di tutte le età e gusti, attraverso  la loro musica senza confini.

IL JAZZ AL TEATRO MORLACCHI E ALL’ORATORIO SANTA CECILIA, APPUNTAMENTO IMPERDIBILE PER GLI APPASSIONATI.

Il pubblico del Teatro Morlacchi avrà la possibilità di ammirare musicisti che hanno avuto parte determinante nella storia del jazz degli ultimi decenni.

Fiore all’occhiello di questa edizione sono sicuramente i sei concerti proposti e composti in esclusiva per Umbria Jazz dall’AACM Great Black Music Ensemble con George Lewis, diretta da Mwata Bowden. Un modo nuovo e sperimentale di proporre una musica ancorata saldamente alle radici della Black Music. L’AACM sin dal 1965 ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo e nella diffusione della musica d’avanguardia.

Cecil Taylor, classe 1929, è stato tra i maggiori innovatori del free, sviluppando nel tempo un rapporto informale e molto percussivo col pianoforte, grazie alla sua tecnica esplosiva.

Roy Haynes, semplicemente uno dei più importanti batteristi di jazz di sempre, e soprattutto quello che sembra aver trovato la formula magica dell’eterna giovinezza musicale, e non solo. Ad accompagnarlo due mostri sacri come Danilo Perez e John Patitucci.

McCoy Tyner, altra figura storica del jazz, per anni al fianco di John Coltrane, pianista dotato di una sonorità sempre brillante, presente a Perugia in trio e  con ospite speciale Bill Frisell, maestro riconosciuto della chitarra jazz contemporanea.

Un graditissimo ritorno quello di Ahmad Jamal, il cui contributo allo sviluppo del pianoforte jazz è importantissimo perché di fatto è stato uno degli inventori della formula del trio pianistico moderno, della quale è rimasto uno dei massimi interpreti.

Richard Galliano, francese della Costa Azzurra ma di chiare origini italiane, assurto in pochissimi anni ai vertici mondiali del jazz, è il principale artefice del rilancio della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacità espressive, in quartetto con Gonzalo Rubalcaba, pianista jazz cubano dalla tecnica sopraffina che nella sua carriera ha inanellato premi e partecipazioni di grandissima caratura, come quella con Charlie Haden, John Patitucci e Jack DeJohnnette. A completare il quartetto Richard Bona e Clarence Penn.

Dave Douglas, uno dei leader del jazz contemporaneo e musicista dall’attività discografica frenetica e molto articolata, presenta il suo ultimo progetto “Brass Ecstasy”.

Non desta meraviglia, considerando il chitarrista dell’Ohio un musicista versatile e dalle numerose sfumature, il nuovo progetto di John Scofield “Piety Street Band”: un incontro con New Orleans e la sua musica: gospel, soul, blues, funky.

Serata conclusiva con la Mingus Dynasty, nata per proporre e far apprezzare al maggior numero di ascoltatori e platee di tutto il mondo l’eredità musicale del grande Charlie Mingus e per sottolinearne in particolare i valori compositivi.

Presenza italiana di livello, a cominciare da Enrico Rava, con il suo new quintet, palestra di lusso per le nuove leve del jazz italiano ed Enrico Pieranunzi, che con il suo stile personale ed ispirato riesce con il suo quintetto, e con la tromba di Flavio Boltro, a creare atmosfere di straordinaria intensità, Roberto Gatto e i suoi musicisti hanno realizzato con “Progressivamente” un omaggio, termine quanto mai appropriato, al progressive rock, a quella stagione che, tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio del decennio successivo segnò in maniera profonda la scena e il pubblico del rock (e non solo).

Gianluca  Petrella, trombonista pugliese tra i personaggi più creativi ed eclettici del jazz italiano, con la “Cosmic Band” è oggi tra le più ammirate realtà del nuovo corso del jazz italiano, apprezzatissimo anche all’estero. La tromba di Paolo Fresu trova all’interno della band perfetta sintonia e complemento naturale.

Gino Paoli e Danilo Rea con il progetto “Cinema Songs – Canzoni nel Cinema”. Accompagnati da un ensemble – Marco Tamburini, Marcello Siringano, Franco Testa, Ellade Bandini – e dalla voce di Diana Torto, i due artisti daranno vita ad un viaggio musicale inedito ed emozionante, alla riscoperta delle grandi melodie legate al cinema di ieri e di oggi.

I Quintorigo con “Play Mingus”: un progetto articolato, in cui i recenti vincitori del referendum di Musica Jazz come miglior formazione sulla scena italiana rendono omaggio ad uno dei musicisti più importanti della storia del jazz: Charles Mingus, rileggendone in modo personalissimo ed al tempo stesso attento le composizioni.

Prediletto dai più grandi jazzisti italiani, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Danilo Rea, tra gli altri, Fabrizio Sferra per la prima volta dirige un suo gruppo; accanto a sé ha voluto due giovani talenti: il pianista Giovanni Guidi, che suona anche nel New Quintet di Enrico Rava e il contrabbassista Francesco Ponticelli, anche lui giovanissimo, ma già molto richiesto.

Guinga, chitarrista dal tocco essenziale, presenta “Dialetto Carioca”, nel quale rivisita in chiave strumentale alcuni dei suoi più grandi successi, accompagnato dal clarinettista umbro Gabriele Mirabassi e da Lula Galvao.

All’Oratorio Santa Cecilia musica di qualità con un trio particolare: Joe Locke, vibrafonista più volte presente al Festival, in compagnia di musicisti italiani importanti: Dado Moroni al pianoforte e Rosario Giuliani al sassofono.

MUSICA, E NON SOLO, ALLA BOTTEGA DEL VINO, ALLA TAVERNA E ALL’HOTEL BRUFANI.
I CONCERTI GRATUITI: PIAZZA IV NOVEMBRE, I GIARDINI CARDUCCI E LA STREET PARADE.

Buon cibo e musica di qualità per tutti i gusti con Renato Sellani, un artista capace di conservare intatta la sua ispirazione e di diventare, con gli anni, un evergreen ospite fisso del Festival e ormai un’icona per appassionati e addetti ai lavori

Freddy Cole, fratello del celebrato pianista e cantante Nat “King” Cole e zio della cantante Natalie Cole, uno tra i più sofisticati ed espressivi cantanti jazz sulla scena mondiale.

Chip Wilson, voce tenorile e chitarra, interprete della tradizione folk di New Orleans. Wilson è un artista consumato, intrattenitore amato dal pubblico e profondamente calato nelle radici della musica popolare americana.

Allan Harris con il suo quintetto per un tributo a Nat “King Cole”, quintessenza del crooner. Uno spettacolo da non perdere, un viaggio in ricordo della dolce musica melodica degli anni ’50.

K. J. Denhert, cantante-chitarrista autrice di un folk-jazz, come lei stessa definisce la sua musica. Beniamina del pubblico che da alcuni anni apprezza e assiste in grande numero alla sue esibizioni.

Appuntamento immancabile è quello con le piazze e i concerti gratuiti, dove da ora di pranzo a tarda notte i due palchi avranno come protagonisti artisti americani ed italiani.

Vaneese Thomas & The Soul Spinner, con il soul come loro cavallo di battaglia; Vaneese è figlia della leggenda del R&B Mister Rufus Thomas, dotata di un talento eccelso, mistico e affascinante le cui radici sono profondamente legate ai “negro spirituals”, che esprimono una forte e orgogliosa identità, non soltanto musicale.

Esordio a Perugia dopo il debutto ad Orvieto per Ezra Charles, pianista e tastierista texano che con la sua band da vita ad un sound blues del tutto caratteristico ed innovativo, grazie a microfoni particolari dal lui stesso inventati.

Musica trascinante nella scia della più classica Black Music con Bobby Johnson & Austin DeLone R&B Band.

I King Pleasure & The Biscuits Boys propongono un’unica ed originale miscela musicale ancorata al jazz di Kansas City degli anni ’40 e al blues, il tutto miscelato con un  umorismo swing e jive.

Guido Pistocchi, trombettista romagnolo, con la sua Dixieland Band presenta una musica all’insegna dello swing e del jazz più tradizionale.

La Perugia Jazz Orchestra, diretta da Mario Raja nasce su iniziativa di alcuni musicisti di jazz attivi professionalmente in Umbria e propone un repertorio che vuole essere un percorso attraverso alcune tra le innumerevoli dimensioni musicali della scrittura jazzistica.

La street parade vedrà quest’anno un gradito ritorno: i Funk Off, che ne incarnano al meglio l’essenza in una spettacolare e trascinante performance per le strade del centro storico; un gruppo in cui lo show e l’energia potente si fondono con la musica che diventa quindi non solo da ascoltare ma anche da vedere.

Come ogni anno infine spazio alle orchestre giovanili con la Garfield High School Band, la Wheeling Big Band, la State College Area High School Jazz Band e la Bradley College Big Band.

Link:
www.umbriajazz.com