L’ironia e l’approccio divertito all’ingessatissimo Festival nazional popolare non sono mai mancati a Lo Stato Sociale, band bolognese nata nel 2009 dal sodalizio di tre DJ di Radiocittà Fujiko di Bologna: Alberto Cazzola, Lodovico Guenzi e Alberto Guidetti. nel 2011 alla formazione si sono aggiunti Francesco Draicchio e Enrico Roberto. Quest’anno la band affronta con un pezzo orecchiabile un tema importante come quello del lavoro. Lo fa in modo delicato e serio ma non serioso. Lo fa portando sul palco di Sanremo i nomi di Domenico Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore, operai della Fca di Pomigliano d’Arco licenziati ma poi reintegrati (il provvedimento era stato dichiarato illegittimo). Non sono però mai tornati in fabbrica, nonostante ricevano regolare stipendio. La band bolognese ha deciso di portare la loro storia in qualche modo sul palco dell’Ariston, nella terza serata, attaccando dei cartellini alla giacca con scritto il loro nome.

 

Per la quarta serata del Festival di Sanremo la band ha scelto di portare sul palco insieme a loro il coro dell’Antoniano (in virtù della giovane età degli ospiti è stato anche modificato il testo della canzone da “Nessuno che rompe i coglioni” a “Nessuno che buca i palloni”) e l’attore Paolo Rossi. Una carica di ironia supplementare, un ping pong di battute con Lodo ma anche un omaggio silenzioso che probabilmente non tutto il pubblico di Sanremo avrà colto, quello dedicato a Roberto Freak Antoni, leader degli Skiantos, scomparso nel 2014.

Lo Stato Sociale e Paolo Rossi - Sanremo 2018
 

Ironia, motivetto orecchiabile ma anche temi impegnati e omaggio a un grande bolognese a suo modo rivoluzionario e ribelle (“Sono un ribelle mamma” direbbe lui): Lo Stato Sociale sembra aver trovato il giusto mix per ilsuccesso, senza snaturarsi. Vedremo se riusciranno anche a conquistarsi il podio nella classifica finale (sono tra i favoriti).

 

Patrizia Frattini
Patrizia a.k.a. la Rockcopy. Giornalista e web copywriter, metalhead ma amante anche del rock in ogni sua forma e della buona musica. "Il rock è una mentalità, non un genere musicale strettamente circoscritto. È un modo di fare le cose, di approcciarsi alle cose. Scrivere può essere rock’n’roll." Cit. Lester Bangs