Dopo la partecipazione a Sanremo con “Ognuno ha il suo racconto” che ha convinto sia pubblico che critica, Red Canzian torna con un prestigioso album di inediti, “Testimone del tempo” pubblicato venerdì 16 febbraio.

E’ probabilmente l’album che aspettava di esser tirati fuori da una vita, in ogni brano infatti c’è qualche traccia della musica che ha amato e che gli ha fatto decidere che quella sarebbe stata la sua vita.
Sono chiarissimi i riferimenti ai suoi inizii all’insegna del rock, ci sono tracce in cui si sente il blues, delicate ballate acustiche come quelle che portano la firma di Ermal Meta, ci sono suoni ormai lontani come quello del sitar, dei violoncelli e del mellotron. In questo album c’è tutto quello che ha dato ispirazione e vita al suo racconto.
Un disco “alla vecchia”; “eravamo nel mio studio, seduti in cerchio, l’abbiamo suonato; quando il pezzo girava lo registravamo e lo sistemavamo, ma la sostanza è rimasta.”
E’ un ritorno alle origini, allo spirito della band, un disco suonato “a mano” senza l’ausilio dell’elettronica.
Con questo  disco Red intende tracciare tutti i quadri della sua vita che sono passati attraverso tantissima musica, quella musica che ancora oggi ha un senso perchè non è soltanto da ascoltare, ci dice di come per lui la musica merita più rispetto di quello che spesso gli diamo, non è soltanto un sottofondo.

Red Canzian è stato un componente dei Pooh, ma da adesso lo dobbiamo immaginare come persona singola; ammette che con i Pooh è stata fatta una storia bellissima e irripetibile, ma che ora cominciano storie singole, probabilmente più piccole e diverse, ma comunque che meritano rispetto. “E’ ovvio che a me diranno l’ex Pooh per tutta la vita.. è ovvio.. io non vorrei più paragoni e confronti, ognuno racconterà quello che è”. Qualcuno ne sentirà la mancanza, ma è giusto abituarsi ed accettare le mancanze.

Comincia oggi la storia di Red Canzian, che da vita a questo nuovo capitolo, una nuova storia  e nuova musica, che con i Pooh non era visibile, perchè giustamente il lavoro di squadra adattava per la cifra stilistica del gruppo; “Siamo stati una squadra vincente, perchè ci siamo aiutati tutti… l’autore partoriva il pezzo poi nasceva come lavoro di squadra, non mi sono mai sentito tarpare le ali”.

Il primo brano è “Testimone del tempo” che l’ha portato sul palco dell’Ariston. Nella canzone si racconta in prima persona di quanto vissuto attraverso il tempo, per poi improvvisamente ricordare che tutti abbiamo una storia importante da narrare.
Racconta di Sanremo, di quanto piacere abbia provato nel sapere che “Ognuno ha il suo racconto” sia stato la colonna sonora della settimana per fan e addetti ai lavori, e dice di come abbia vissuto questa esperienza con molta serenità, forse anche perchè non doveva dimostrare nulla, ma anche perchè Claudi Baglioni ha saputo scegliere persone che respiravano la stessa aria, “ho avuto la sensazione che nessuno stesse sgomitando per arrivare più in là degli altri, c’era serenità”.

Cantico” è il brano che chiude il disco, è un brano che evoca gli anni della musica prog, lega atmosfere diverse in un unico brano in maniera coerente. Comincia con il cantico recitato delle creature di San Francesco fino ad arrivare a  un cantico attuale sui danni che l’uomo può fare su se stesso e sul mondo; per un pezzo del genere ci voleva un visionario come Renato Zero, che ha anche proposto l’utilizzo delle orchestre.

Phil Mer, figlio di Red, ha arrangiato alcuni pezzi del disco, tra cui “Tutto si illumina” di Ivano Fossati, arrangiato a sottrazione, spogliata del superfluo, lasciando così spazio alle delicate parole di Ivano Fossati.

Il Tour che partirà a maggio sarà di concerti che ripercorrono la storia, di cover e di storia delle musica, di incontri, racconta la grande musica del mondo, i grandi cantautori italiani da Gino Paoli a Tenco, passando per le canzoni di protesta; ci sarà lo spazio della musica dei Pooh, con grande rispetto, solo le canzoni più adatte alla narrazione, perchè alcune altre canzoni dei Pooh le possono cantare solo i Pooh.

Queste le date del tour:

4 maggio – Gran Teatro Geox di PADOVA
5 maggio – Gran Teatro Morato di BRESCIA
7 maggio – Teatro Nuovo Giovanni da Udine di UDINE
9 maggio – Teatro Creberg di BERGAMO
12 maggio – Teatro Colosseo di TORINO
13 maggio – Teatro Openjobmetis di VARESE
16 maggio – Teatro Augusteo di NAPOLI
18 maggio – Teatro Verdi di FIRENZE
19 maggio – Teatro Lyrick di ASSISI
20 maggio – Auditorium Parco della Musica di ROMA
22 maggio – Teatro Metropolitan di CATANIA
23 maggio – Teatro Golden di PALERMO
25 maggio – Teatro Team di BARI
27 maggio – Teatro degli Arcimboldi di MILANO

Pamela Rovaris
Mi chiamo Pamela Rovaris, ho ventisei anni e vivo a Bergamo. Dopo la formazione alla scuola superiore di grafica pubblicitaria di Bergamo, ho preseguito i miei studi alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia dove ho conseguito la laurea triennale in fotografia nell'estate del 2014. Da alcuni anni mi sono avvicinata al mondo dello spettacolo e della musica, in modo particolare ho scelto un approccio a livello personale incentrato su uno sguardo reportagistico. La collaborazione con alcuni artisti mi ha spinta a voler raccontare a modo mio qualcosa che va oltre uno sguardo superficiale.