Si è chiuso a Roma, come era naturale e giusto, il tour 2017 “Diventi Inventi” di Niccolò Fabi, con una splendida grande festa al Palalottomatica lo scorso 26 novembre. La tournè, che celebrava i vent’anni di carriera del cantautore e insieme annunciava un periodo di “pausa” dalle scene (qualcuno l’ha definito un addio, ma questo non corrisponde al vero, come ci ha tenuto a precisare l’artista) ha avuto un epilogo entusiasmante con la presenza di circa 8000 fans (sold out in ogni settore messo in vendita) arrivati da tutta Italia per “salutare” il cantautore romano e testimoniargli l’immenso genuino affetto che da molto tempo ormai egli si porta intorno.

Serata ricchissima di musica che suscita stati d’animo fra i più disparati e difficilmente catalogabili: nell’arco dei 25 brani in scaletta si è passati tutti insieme (sopra e difronte al palco) dalla gioia più viva alla commozione, dai sorrisi più radiosi alle lacrime assolutamente non celate. “Mi auguro che le femminucce non abbiano usato troppo mascara e che i maschietti abbiano portato abbastanza fazzoletti” ha detto l’artista quasi per sdrammatizzare, all’inizio del concerto, anch’egli visibilmente emozionato. Due ore e mezza di canzoni che invitano all’introspezione, che prendono per mano, che accarezzano con discrezione, capaci di scatenare gli applausi più fragorosi ed infiniti sui pezzi più amati (che non sono necessariamente i più famosi, anzi) o il silenzio assoluto e quasi magico durante i brani più intimistici. La bellezza di Fabi sta proprio qui, nel saper arrivare a toccare con delicatezza corde nascoste in ognuno di noi da vent’anni, con una intelligenza e una sensibilità che forse solo chi ha conservato e trasformato “la gioia, come il dolore” può avere. E così hanno avuto un posto speciale nella serata anche Parole di Lulù, con tutte le iniziative splendide che sono nate in questi anni a favore dei bambini e Medici con l’Africa – CUAMM con cui l’artista collabora da molti anni (con la sua presenza anche fisica) nel Sud Sudan.
Due ore e mezza di concerto, dicevamo, in cui si sono alternati sul palco numerosi ospiti e amici musicisti di Niccolò, più o meno a sorpresa. Tre sono state le band che hanno affiancato Fabi nel corso della serata: nella prima parte del concerto hanno suonato il cantautore Alberto Bianco e i suoi ottimi musicisti (la stessa band che ha accompagnato tutto il tour), lasciando poi spazio alle formazioni storiche che hanno contribuito ai primi album del cantautore e ai concerti di tutta la sua carriera, con la presenza di alcuni musicisti di eccellenza come Roberto Angelini, Pier Cortese, Daniele Sinigallia, Agostino Marangolo, Andrea Di Cesare, gli stepitosi Gnu Quartet e, ancora, amici colleghi come Fiorella Mannoia a cantare Offeso (brano inciso nel 2003 e mai eseguito insieme dal vivo) e Daniele Silvestri e Max Gazzè con cui Fabi ha condiviso un album in studio, un tour, un album live e un memorabile concerto dal vivo all’Arena di Verona nel 2015, nonché gli inizi della carriera nei localini più o meno noti della capitale.

Un concerto, questo di Roma, che è un po’ un bilancio di vent’anni di musica, ma non solo, forse un giro di boa, una necessaria pausa di riflessione, il bicchiere della staffa, un bisogno del tutto umano di fermarsi a riflettere. Le due Targhe Tenco consecutive assegnategli per gli ultimi due dischi la dicono lunga su quanto (forse un po’ tardi) il valore artistico del suo lavoro sia stato riconosciuto anche dalla critica, oltre che dal pubblico che comunque lo ha seguito negli anni con straordinario affetto.
“Successo è solo accaduto, è un participio passato” cantava il cantautore in un brano di qualche anno fa. Noi ci auguriamo che questo non sia uno stop, ma che l’arte di Niccolò Fabi possa trovare altre strade, altre direzioni, altre bellissime forme per ritornare ad essere un meraviglioso presente.
E intanto, come testimoniato da 8000 fogli A4 colorati contenenti solo la parola GRAZIE, sollevati tutti insieme da ognuno dei presenti difronte allo sguardo incredulo ed emozionato di Niccolò sull’ultima frase della canzone “in qualche modo conclusiva” di questo percorso, e cioè Lasciarsi un giorno a Roma, non ci resta che continuare a ringraziarlo per le parole e le note luminose e illuminanti che in questi vent’anni ci ha regalato.
Grazie, grazie davvero di tutto, Niccolò.

Scaletta del concerto di Roma, 26.11.2017

Una somma di piccole cose
Filosofia agricola
Evaporare
Facciamo finta
Ostinatamente
È non è
Il negozio di antiquariato
Ecco
Le chiavi di casa
Una mano sugli occhi
Una buona idea
Rosso
La promessa
Solo un uomo
Attesa e inaspettata
Sangue del mio sangue
Costruire
Offeso (con Fiorella Mannoia)
Lasciarsi un giorno a Roma (con Daniele Sinigallia)
Il primo della lista
Alzo le mani (con Max Gazzè e daniele Silvestri)
L’amore non esiste (con Max Gazzè e Daniele Silvestri)
Vento d’estate (con Max Gazzè)
Capelli
Lontano da me

Valeria Bissacco
Nata sotto il segno dei Pesci, diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, mi occupo di fotografia, di pittura e di arti marziali. Appassionata di musica italiana, armata delle mie Canon seguo da sempre i concerti dei miei amati cantautori e dei gruppi storici. Cerco, con il mio lavoro, di cogliere l’emozione della musica dal vivo attraverso le espressioni dei protagonisti, la gestualità degli artisti sul palco, le luci e i colori dello spettacolo musicale, le reazioni e lo stupore del pubblico.