Domenica 8 aprile ha fatto tappa a Montebelluna in provincia di Treviso il “Camminando, camminando” Tour 2018 : THE HITS di Angelo Branduardi.

Il cantautore, accompagnato dalla sua band di preziosi musicisti  (Antonello D’Urso alle chitarre, Davide Ragazzoni alla batteria, Stefano Olivato al basso e contrabbasso elettrico e Fabio Valdermarin alle tastiere) ha proposto nell’ampio spazio del Palamazzalovo i suoi maggiori successi e qualche “chicca” per palati fini, in un concerto di grande atmosfera durato quasi due ore. Due ore di musica colta e ballate tra le sue più famose, accolte da un pubblico eterogeneo per età (qualche bambino nelle primissime file e parecchi giovani “educati” alla musica di qualità ) con grande ma composta partecipazione emotiva e lunghissimi applausi, battiti di mani a ritmo sempre più incalzante verso il finale, per culminare nell’abbraccio e nella standing ovation finali.

Il “Menestrello” è apparso sul palco elegantissimo in frac su camicia nera di seta e ha subito imbracciato il suo amato e prezioso violino che l’attendeva sul tavolino ricoperto da un telo damascato al centro del palco, regalando al pubblico momenti di pura bellezza e sonorità raffinate.

Dopo il primo brano, gioioso e vivace, Branduardi – senza la pretesa di fare la storia della musica in pochi minuti – ha raccontato che in origine la musica era propria degli sciamani, e quindi era considerata qualcosa di magico, in grado di guarire e fare del bene all’uomo.

E così, danzando tra una ballata incalzante e una dolce melodia elisabettiana, fra un cantico francescano e una cadenza ottocentesca per solo violino, tra un omaggio a Donovan e il ricordo della nave di Lord Franklin che si credeva perduta, nonchè tra filastrocche e dolci storie d’amore, il tempo è volato scandito dalla musica di una vita (quella del cantautore sessantottenne di Cuggiono) e delle nostre vite, di chi con queste melodie è cresciuto e anche di quei (ex)ragazzi che, ha scherzato, – sono passati direttamente dalla Fiera dell’est a Vasco Rossi -.

– Al grido di “nulla vi sarà risparmiato” – sul finale Branduardi ha regalato quelli che sono in assoluto i suoi due brani più noti, quelli che gli hanno regalato il successo internazionale e che da anni non venivano riproposti in tour: Alla fiera dell’est e La pulce d’acqua, con la lunga danza finale del violino a scaldare i palmi delle mani del pubblico e rendendo gioiosa l’atmosfera fino all’ultima nota della serata.

Un bellissimo concerto (la data è stata molto ben organizzata da Icona music srl, che ringraziamo), ricco, ben strutturato, con momenti di riflessione quasi religiosa (soprattutto nei tre brani tratti dal lavoro di Branduardi su San Francesco d’Assisi) ed altri di giocosa leggerezza, il tutto sempre sostenuto dal talento e dalla grande maestria del cantautore e dei suoi ottimi musicisti che interagivano con lui con assoluta complicità e competenza, ed hanno regalato alle sue canzoni l’abito sicuramente  migliore.

Il tour 2018 proseguirà e farà tappa prossimamente:

il 10 aprile a Milano,

il 12 aprile a Roma

il 14 aprile a Monte San Giovanni Campano,

il 20 aprile a Torino

il 29 aprile a Bevagna

Scaletta:

Si può fare

Gulliver

La serie dei numeri

Il Cantico delle Creature

Il Sultano di Babilonia e la prostituta

La predica della perfetta letizia

Ballo in Fa#

Cadenza (violino solo)

Lord Franklin

La luna

Sotto il tiglio

La canzone di Aengus il vagabondo

Il dono del cervo

La favola degli aironi

Alla fiera dell’est

La pulce d’acqua

bis

Cogli la prima mela

Vanità di vanità

Valeria Bissacco
Nata sotto il segno dei Pesci, diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, mi occupo di fotografia, di pittura e di arti marziali. Appassionata di musica italiana, armata delle mie Canon seguo da sempre i concerti dei miei amati cantautori e dei gruppi storici. Cerco, con il mio lavoro, di cogliere l’emozione della musica dal vivo attraverso le espressioni dei protagonisti, la gestualità degli artisti sul palco, le luci e i colori dello spettacolo musicale, le reazioni e lo stupore del pubblico.