In occasione dell’annuncio della loro unica data in Italia dell’ 11 Dicembre al Locomotiv di Bologna gli Hard Rockers Svedesi H.E.A.T.  ci hanno concesso un intervista in esclusiva che ci darà modo di conoscere un pò di più le sensazioni della band nella loro attività Live.

Infatti la band sta proseguendo il tour promozionale per l’ultimo album,Into The Great Unknown, pubblicato lo scorso 22 settembre per earMusic; il disco è il loro quinto album in studio e vede la luce dopo ben un anno e mezzo di intenso songwriting e un viaggio in Thailandia per la fase di registrazione. La band si è infatti recata a Bangkok per registrare presso i Karma Studios, guidati dal pluripremiato produttore Tobias Lindell.

 

E così come prima domanda abbiamo chiesto :

Concertionline.com :Cosa Vi aspettate in termini di interazione con il pubblico durante un vostro Live ? Siete più concentrati sulla performance in se stessa oppure sul comunicare con il pubblico?

Jona (tastierista della Band): “ Per noi l’interazione è tutto. Durante un concerto degli H.E.A.T  non ci focalizziamo solamente  ed esclusivamente sul suonare “bene”  gli strumenti o cantare . Per noi l’importante è creare un atmosfera di festa a 360 gradi e ognuno del pubblico è invitata a partecipare! In termini di interazione penso che Erik (cantante e frontman) spenda come minimo il 30% dello show giù nella prima fila in mezzo alla gente, o anche al bar perchè no o in qualunque luogo dell’evento dove ci sia da divertirsi.

Concertionline.com: Preferite suonare nel vostro paese la Svezia o all’estero? In termini di risposta del pubblico notate delle differenze  ad esempio tra Italia o UK ?

Jonaper noi è un grande privilegio durante le tournee conoscere ed incontrare più gente possibile pronta a divertirsi con la nostra musica in qualsiasi città o paese . Una cosa è sicura però , più a Sud vai più la folla ti fa sentire il calore e l’entusiasmo.

Concertionline.com: Ognuno di Voi ha differenti atteggiamenti o sensazioni durante i Live; potete descrivere con un solo sostantivo  quale è il più significativo per ognuno di Voi ?

JonaENERGIA è quello che meglio sintetizza  la nostra visione e questo credo che valga per ognuno di noi.

Concertionline.com: Dove prendete l’ispirazione per i vostri show ? C’è qualche band del passato che amate in particolar modo per i loro live ?

Jona: Io personalmente sono un grande fan degli Iron Maiden e ho sempre amato la loro energia e come interpretano lo show con il pubblico. Lo stesso vale per gli Hardcore Superstar e penso di non aver mai visto un loro show brutto.

Concertionline.com: Chi è il perfezionista nella band ad esempio nell’accordare gli strumenti o per un particolare rituale prima dello show. C’è qualche episodio del “dietro le quinte” che ci volete raccontare?

Jona: Jimmy il nostro bassista ad esempio ama i propri strumenti; delle volte lo chiamiamo gruppo-Jay da quanto sono un tuttuno ! Prima di salire sul palco ci stringiamo tutti la mani  e ci auguriamo che sia una grande serata. Questo rituale è ormai diventato abituale per noi oltre a berci un bel paio di birre prima di iniziare. Come ti ho detto i nostri concerti devono essere visti come dei grandi party dove divertirsi tutti insieme !

Concertionline.com: Per finire quali sono i piani per il 2019 ed in generale per il Vostro futuro ?

Jona: Intanto terminare il nostro Tour tra Novembre e Dicembre. Successivamente all’inizio 2019 faremo una mini tournee in Inghilterra insieme agli Skid Row. I piani successivi dovrebbero prevedere di entrare in studio in estate per poter dare alle stampe un nuovo disco entro la fine del 2019. Abbiamo già parecchio materiale con almeno 14 – 15 tracce demo e tantissime nuove idee pronte per essere realizzate . Come dire rimanete sintonizzati e avrete presto nostre notizie !

Relativamente alla genesi dell’ultimo disco “Into The Great Unknown”, Dave Dalone, chitarrista, afferma: “Durante la realizzazione di questo album ci siamo sentiti tutti un po’ come degli astronauti per la prima volta in viaggio verso lo spazio. Siamo entrati in studio dopo un anno e mezzo di pausa, senza sapere quale sarebbe stata la direzione che avremmo intrapreso, senza sapere quale sound sarebbe scaturito dall’album. Ci siamo imbarcati per un viaggio senza sapere con cosa saremmo tornati ma in qualche modo, lungo la strada, i pezzi hanno iniziato ad andare al proprio posto. Le canzoni si sono rivelate più sperimentali rispetto ai precedenti album degli H.E.A.T. Non c’è motivo di rifare lo stesso album più e più volte solo perché funziona. Alla fine vuoi che le canzoni trasmettano tutto il loro potenziale e se questo significa cambiare le regole di un certo genere, piuttosto che intraprendere delle strade sconosciute, allora che sia così.