A 2 anni dal precedente lavoro “Electric Chair” esce “Extreme Boogie” nuovo album dei The Cyborgs che grazie a Metatron abbiamo ricevuto in questi giorni in redazione. Intanto è un grande piacere per me fare la review del disco perché seguo le vicende del gruppo anche da grande fan, e, dopo averli visti calcare il palco di Barolo come openers ai grandi Deep Purple, non posso fare a meno di avere la mia dose di boogie giornaliera .

Sono i due Robot italiani  Cyborg 1 e Cyborg 0 , rappresentanti dell’ Elektrock Boogie, con il loro visual  enigmaticamente mascherato  che cela i volti di due straordinari blues rocker, coppia perfetta che a dispetto dell’esigua compagine è in grado di duplicarsi e di dare vita ad una travolgente miscela di blues, rock ed electro.

Vedere per credere , e l’immagine di copertina di Extreme Boogie  è la perfetta rappresentazione delle loro performance live dove Cyborg Uno si occupa da solo della sezione ritmica (basso e batteria) e di un guazzabuglio di altre diavolerie robotiche sonore , mentre Cyborg Zero canta con il micro incorporato nella maschera riffando vertiginosamente sulla chitarra elettrica.ITV021_cover

Devo dire che il disco mi è piaciuto subito al primo ascolto per la sua energia e freschezza e si ha la netta percezione di una progressiva maturazione compositiva che i The Cyborgs stanno percorrendo disco dopo disco e che ci siano riusciti anche e soprattutto trovando risorse nei ritagli di tempo della loro infinita tournee che li vede incessantemente percorrere in lungo e in largo l’Italia e l’Europa.

Preceduto da un paio di grandi singoli che ritroviamo puntualmente all’interno del disco quali la rutilante Bee Leave Me e la più recente e frizzante Spanish is sexy, Extreme Boogie si apre con 2 straordinari Elektro Boogie,  I’m just a Cyborg and I dont believe in God e la titletrack  dove il blues da ballare ci da una scarica elettrica ad alto voltaggio trasformandoci in un branco di tarantolati.

Interessanti la traccia 6 e 11  SoS e Oxyehho perché il blues si spinge in territori rock’n’roll con le chitarre distorte e la batteria in 4/4 a dimostrare che i 2 robot sanno muoversi nello spazio musicale con destrezza e creatività.

Composto da 13 tracce Il disco si chiude  con due stupendi “alternative blues”, Zero Blues e Game Over che certamente affondano le loro radici nel delta  ma che si arrichischino e nutrono della linfa vitale del mondo Cyborgs fatta di  Robovoice , tastiere,  synth e sound effect .

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I testi descrivono con ironica leggerezza la storia , la biografia e la “leggenda” dei The Cyborgs , la musica ha la capacità di sdoganare il blues verso un pubblico giovane e di farlo uscire dalla nicchia; 5 stelle il mio giudizio finale in spasmodica attesa di vedere e gustare l’album live !!!

fERDIDAS

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