Una straordinaria serata a Milano per l’ultima tappa Italiana dei Simple Minds in una inusuale versione “acustica”,  promossa egregiamente da Indipendente Concerti, ha regalato forti emozioni al pubblico accorso al Teatro Arcimboldi.

La band di Jim Kerr e Charles Burchill ha attraversato 4 decadi di successi e di popolarità e l’idea del progetto “Simple Minds Acoustic” nacque già 20 anni fa ma per varie vicissitudini non fu mai realizzata; nel 2016 però quell’idea ha trovato finalmente la piena realizzazione portando a compimento uno straordinario percorso  musicale che comprende un disco “raccolta” di grandi hit dei Simple Minds rivisitate e remixate in chiave acustica e una tournee a supporto dell’intera operazione.

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Il progetto in toto è davvero encomiabile perchè il risultato finale sia sul disco ma soprattutto nei live è davvero di alta qualità, facendo percepire un grande lavoro di produzione e di preparazione, che coinvolge sia la session dei musicisti coinvolti ma anche le venue scelte per le performance .

La serata inizia con l’esibizione acustica di KT Tunstall grande artista e conterranea dei Simple Minds, già ospite sul loro disco, alla quale viene lasciata l’apertura della serata con presentazione da parte dello stesso Jim Kerr . A KT viene dato uno spazio di circa trenta minuti sufficienti a scaldare il pubblico con alcuni dei suoi grandi successi trai i quali Black Horse and the Cherry Tree , Suddenly I see  e Other Side of the World.

L’arrivo dei Simple Minds sulle note di una New Gold Dream v 2.0 è già un tripudio di gioia e quando Jim Kerr scende in platea tra i propri fan il tutto si trasforma in un’apoteosi. Una band sul palco di grande impatto con al centro il drumming set di Cherisse Osei,  affiancato dal basso acustico di Ged Grimes e la chitarra accompagnamento di Gordy Goudie,  a fare da contraltare alla chitarra solista di Charles Burchill e alla straordinaria vocalist black Sarah Brown. Il fronte del palco è tutto per Jim Kerr che dimostra ancora una volta di avere una straordinaria verve deliziando il pubblico sia con la sua voce ma anche con siparietti in italo/english davvero esilaranti.

La scaletta del concerto è completa , perchè racchiude i singoli che hanno reso famosi i Simple Minds già dalla metà degli anni ottanta il periodo forse più prolifico e creativo della band. Come non cantare insieme a Jim Don’t You forget about me o Someone Somewhere in Summertime o ancora Chelsea Girl aprrezzandone tutte quelle sfumature che i nuovi arrangiamenti hanno sublimato non facendo rimpiangere la carica delle versioni orginali.

E non solo abbiamo ascoltato le 11 tracce incluse nel disco Acoustic ma ci siamo deliziati con perle come Big Sleep o Speed you love to me inframezzate da due grandi tributi ad artisti recentemente scomparsi che hanno influenzato la carriera dei Simple Minds ovvero Prince e David Bowie.

Per il primo  i Simple Minds eseguono una versione incredibile di The  Cross  e per il secondo Gordy Godie prende il microfono per cantare “Andy Wharol” . Jim Kerr si defila anche per lasciare spazio a Sarah Btrown di interpretare una Patti Smith d’annata in Dancing Barefoot .

Gli encore sono di dovere e il pubblico non vuole sentire ragioni richiamando immediatamente i Simple Minds sul palco con il gradito ritorno per lo strepitoso duetto con KT Tunstall sulle note di Promised You a Miracle; da brividi. Devo dire che alla fine è mancata solo all’appello The American una chicca per intenditori di lunga data dei Simple Minds ma che potranno consolarsi riascoltandola sulla prima traccia del favoloso “Acoustic“.