Partiamo dalla fine, partiamo da quel verso che da 20 anni spacca i cuori, che tutti noi almeno una volta ci siamo ritrovati a cantare ad occhi chiusi e in cui ci siamo immersi: “For a minute there, I lost myself”, il verso conclusivo di “Karma Police”; l’apoteosi degli ultimi 20 anni (forse più) in musica. Ieri sera ci siamo tutti persi, per ben più di un solo minuto, di fronte a una grande band, una band che ha dimostrato che per fare un grande concerto non basta essere musicisti straordinari, bisogna metterci qualcosa in più. Ieri sera, di fronte alla Visarno Arena gremita da 50 mila persone, i Radiohead hanno dimostrato che per penetrare dentro chi ti ascolta (alcuni ad attenderli da 10 ore), per lasciare un ricordo indelebile bisogna suonare col cuore. E loro lo hanno fatto, aprendo nel migliore dei modi la lunga estate caldissima che attende il popolo di ascoltatori fiorentini (qui tutti i dettagli).

Sono le 21.24 quando attacca “Daydreaming”, quando la voce di Thom prorompe nella Visarno Arena in tutta la sua unicità dando inizio ad una di quelle serate che, senza timore di smentita, si possono definire epiche; già, perchè i Radiohead e Thom in particolare hanno con Firenze un rapporto straordinario, è forse la loro città preferita e lo hanno dimostrato anche ieri, rivoluzionando la scaletta del tour e regalando una serie di classici da far impallidire chiunque: da “Airbag” a “Pyramid Song”, da “Everything in its right place” a “Let down” è stata una cavalcata senza pause, uno di quei live che ti fa piangere, sorridere, ballare, senza soluzione di continuità, come in preda a una qualche follia. Quanti ricordi ciascuno di noi avrà avuto legati a uno qualsiasi dei brani che i Radiohead hanno suonato?

La cosa straordinaria da vedere da fuori è l’amalgama incredibile della band, in cui il basso di Colin Greenwood dà il la ad ogni brano, ne scandisce le dinamiche, guida gli altri come Virgilio faceva con Dante (dato che siamo a Firenze…) e su questo si innesta la chitarra di Jonny, e Jonny è probabilmente il miglior chitarrista rock al mondo per distacco degli ultimi 30 anni, uno che sembra sempre in crescita, sempre capace di trovare una chiave diversa per suonare brani che ormai tutti conoscono a memoria.

Quando attacca “Arpeggi/Weird Fishes” sai di essere nel posto giusto al momento giusto, sai che alla fine si può ricondurre tutto a quella canzone, che la poetica dei Radiohead (perchè sì, si può parlare di poetica) si può riassumere in quei 4 minuti, che raccontano un mondo, assieme a “Street Spirit” due brani immortali, a cui poi vanno aggiunti altri capolavori che non è che siano di livello inferiore (da “Idioteque” a “Paranoid Android” riarrangiata, fino a “There there”).

Personalmente il colpo al cuore definitivo della serata (e credo lo sia stato per svariati dei presenti) è stato “Fake plastic trees”, un brano eseguito raramente e con una tale partecipazione emotiva, un tale pathos che ci ha lasciato lì, annichiliti, a ripensarci per giorni e giorni e giorni….

E poi “For a minute there, I lost myself”. Già, così. Quanto durano questi minuti a volte…

Doveroso Post Scriptum per il set di James Blake, che avrebbe meritato da solo una serata da headliner. Suoni fantastici e tanta tanta intensità…. certo, poi dopo sono arrivati i Radiohead e tutto è passato in secondo piano, ma solo perchè il livello si è alzato di tantissimo.

RADIOHEAD SETLIST @ VISARNO ARENA (FIRENZE 14/06/2017)

Daydreaming
Desert Island Disk
Ful Stop
Airbag
15 Step
Myxomatosis
Lucky
Pyramid Song
Everything in its right place
Let Down
Bloom
Identikit
Arpeggi
Idioteque
The numbers
Exit music
Bodysnatchers
You and whose army?
2+2 5
There there
Paranoid android
Street spirit
Lotus Flower
Fake plastic trees
Karma Police

 

Foto di: Stefano Mattii

Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".