I capelli se ne sono andati, da lunghissimi fino al fondoschiena, adesso c’è un taglio maschile sbarazzino, la voce però è ancora lì, quella voce che faceva vibrare gli adolescenti (e non solo) a metà anni ’90, quando uscì quel gioiello pop di “Jagged little pill”, è ancora intatta anche se ormai Alanis Morissette si avvia verso i 50 anni.

Padrona del palco, si muove a destra e a sinistra senza sosta, spesso imbracciando la chitarra, elettrica o acustica che sia, e, se inizialmente la voce sembra fare un po’ di fatica ad arrivare alle vette abituali, una volta scaldato il motore non ce n’è per nessuno.

Da “21 things I want in a lover” , passando per “Guardian”, “Hand in my pocket”, “Everything” e ovviamente le attesissime “Hands clean”, “Ironic” e “You oughta know” Alanis ci regala tutto il suo immenso repertorio, da cantare a squarciagola e da cui è bello lasciarsi travolgere.

Un pubblico di ogni età affolla Piazza Duomo per questa partenza col botto del Pistoia Blues 2018, che entrerà poi nel vivo da venerdì con l’esibizione di James Blunt: Alanis è ancora splendida e coadiuvata da una grandissima band, che la supporta in tutto e per tutto.

Insomma, siamo di fronte a una signora del palcoscenico, capace di un controllo totale sul suo strumento principale (la voce) e di farti sentire coinvolto dentro un live che è poi una carrellata in tutti i 25 e più anni di carriera.

La chiusura non poteva che toccare a “Thank you”, con una Morissette visibilmente felice del successo che il pubblico pistoiese le ha tributato, dimostrando che il pubblico italiano è ancora uno dei più calorosi.

Un grande inizio per il Pistoia Blues 2018.

Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".