È iniziato il 20 aprile 2017 sul palco del Quirinetta a Roma ‘Il gelato dopo il mare tour’ di Renzo Rubino.

Dopo un’intro a sipario chiuso, il concerto inizia con ‘La vita affidata all’oroscopo della Gazzetta’. Il pubblico lo accoglie subito con un caloroso applauso.

Rompe il ghiaccio già dal secondo pezzo salutando i presenti e introducendo ‘Margarita’ a cui il pubblico risponde sventolando cartoncini bianchi a forma di nuvole. Renzo, si alza dal pianoforte e si mette al centro del palco per interpretare il terzo brano raccontando, prima, che questo pezzo è nato dal ricordo di quando da piccolo si sentiva inutile. Con un mantello nero con una S azzurra, comincia a cantare ‘Superinutile’.

Tre musicisti accompagnano egregiamente il cantautore pugliese in questo tour. Fabrizio Dottori ai legni e alle tastiere quando Renzo, in alcuni pezzi, suona altri strumenti (come il basso durante ‘Sete’, pezzo in cui chiede di spegnere le luci perché “Questa si canta al buio” o come la tastiera giocattolo in ‘La la la’ con un arrangiamento minimale nello stile spensierato e giocoso dell’autore), Matteo Skukkia agli ottoni e alla batteria quando Andrea Beninati, batterista, suona il violoncello. Sul palco sono solo quattro ma valgono per un’intera orchestra!

Tutti i pezzi del nuovo album vengono eseguiti intervallati dal vecchio repertorio compreso ‘Bignè’ dal primissimo album ‘Farfavole’ e un fuori scaletta con la cover ‘Cara’ di Lucio Dalla; artista amato da Rubino che lo descrive come “Quasi un secondo papà”.  Racconta di come Lucio si sia palesato davanti a lui un giorno in cui era a casa e lo guardava sulla copertina dei suoi vinili posti sul pianoforte mentre gli chiedeva cosa ne pensasse e così è nata ‘Cosa direbbe Lucio’ e inizia a suonarla.

Tra varie considerazioni che intervallano quasi ogni pezzo si continua con ”Secondo me, dentro ogni tamarro c’è un romantico. Il tamarro che è in me ha scritto questa canzone” e snocciola le prime note di ’Per sempre e poi basta’ seguito subito dopo dalla sua band.

L’ironia è una modo intelligente con cui Rubino mescola la sensibilità dei suoi testi ricchi di argomenti importanti in canzoni dai toni più leggeri come ‘Lulù’, nata per raccontare come il nonno – affetto dall’Alzheimer – viva i suoi giorni ricordandosi solo del suo primo amore.

Ogni canzone ha un perché e Renzo ci tiene a spiegarlo ai presenti anche se, rivolgendosi ai fan di vecchia data, dice: “Alcuni aneddoti già li sapete”.

Scenografie ricche e ricercate, luci suoni e colori si fondono per creare la magia del concerto in cui Renzo si lascia trasportare dalla musica coinvolgendo il pubblico che, nel frattempo, continua ad interagire con lui e balla su pezzi dal ritmo più incalzante come ‘Giungla’ fino ad arrivare ai saluti con ‘Il postino’, brano con cui vinse il premio della critica Mia Martini a Sanremo Giovani 2013.

I presenti chiedono a gran voce il bis ed ecco di nuovo tutti in piedi a ballare su ‘Pop’ che diventa, per qualche battuta, ‘Another one bites the dust’ dei Queen.

Il concerto è finito ma, in extremis, Skukkia chiede a Renzo di fare ‘Non mi sopporto’… Accontentato!

Applausi lunghi e urla di complimenti per Renzo e la sua band sono la giusta conclusione di 2 ore ricche di musica e spensieratezza.

Il tour è solo all’inizio, vi consigliamo di andarlo a vedere se siete dalle parti di Genova (26 aprile 2017), Firenze (27 aprile 2017), Milano (12 maggio 2017) e Molfetta (28 maggio 2017).

 

Foto e articolo di Mariadora Bolognese