E’ in tutte le librerie a partire da ieri, giovedì 23 febbraioSano Vegano Italiano (Rizzoli), scritto a quattro mani da Red Canzian, storico bassista dei Pooh (che solo lo scorso anno ha festeggiato i 50 anni di carriera) e sua figlia Chiara Canzian, alla sua prima esperienza editoriale. Un libro che non parla però di musica, ma del buon vivere e dell’etica vegana, spiegata in modo tale che anche gli onnivori possano conoscere prima di giudicare. Un libro scritto quindi per avvicinare e non per dividere, con il fine ultimo di far conoscere meglio qualcosa di cui ultimamente si parla molto e spesso appunto senza conoscere. Proprio per questo nella seconda parte del libro, affidata interamente Chiara, è dedicata a una serie di ricette scritte dalla stessa, che da qualche anno ha affiancato la sua attività musicale a quella di cuoca. Correlata alla pubblicazione del libro Chiara e Red saranno impegnati nei prossimi mesi anche in una vera e propria tournée di presentazione del libro che prevede anche una serie di cene vegane per rendere ancora più concreto questo progetto.

Abbiamo incontrato Red e Chiara per cercare di scoprire qualcosa di più di questo nuovo libro direttamente dalle loro parole.

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La copertina del libro

Vi va di raccontarci in modo più dettagliato come è nato questo progetto? Quali sono le linee guida o l’idea che vi ha guidato nella stesura del testo? 

RED: Come sempre quando mi appassiona qualcosa mi viene voglia di approfondire e dopo anni di letture ed esperienze personali ho capito che c’è molta confusione nel mondo dell’alimentazione vegana… un po’ per come viene raccontata, un po’ per come viene recepita. E così mi è venuta voglia di scrivere un libro che fosse quel ponte ideale per unire il mondo onnivoro a quello vegano… un libro con uno stile gentile, mai aggressivo… volevo un libro che riuscisse a proporre un nuovo stile di vita senza mai imporre, alla ricerca del sano confronto e mai dell’inutile  scontro.Poi, trattandosi di una scelta alimentare, ho pensato che sarebbe stato bello invogliare il lettore anche attraverso una serie di ricette semplici ma molto  “emozionali”, nuove nella forma ma antiche e tradizionali nei contenuti, e così ho coinvolto mia figlia Chiara  nel progetto. Chiara, che ha fatto grandi passi nel mondo della cucina, in particolare quella vegana e vegetariana, e che ha creato 50 ricette assolutamente fantastiche delle quali però vorrei ne parlasse lei…

CHIARA: Da qualche anno ormai, mi appassiono di cucina vegetariana e vegana; ho sperimentato il lavoro di cuoca in vari ristoranti italiani e ne ho anche avuto uno mio per due anni nel quale proponevo giornalmente nuove proposte vegetariane e vegane. Io seguo l’alimentazione vegetariana ormai da 3 anni in modo completo e da 6 per quanto riguarda l’eliminazione della carne. Quando il papà mi ha proposto l’idea del libro mi è sembrata un’ottima opportunità per sperimentare nuove idee e ricette golose che potessero far avvicinare tante persone anche non necessariamente vegane a questa cucina etica e gustosa. Ho scritto 50 ricette divise stagionalmente, 10 per ogni periodo dell’anno più 10 dedicate esclusivamente ai dolci.


Red, questo sarà il tuo qu
arto libro, e il secondo dedicato alla tua scelta vegana. In cosa sarà diverso da quanto già raccontato in “Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto” e da ciò che da tempo comunichi online e offline su questo argomento? Ritroveremo la tua capacità di raccontare in modo poetico e emozionale o ci troveremo di fronte a qualcosa di più tecnico? 

Questo è il mio quarto libro ed è il primo, in realtà, che parla del veganismo. Nel libro precedente ho soltanto toccato l’argomento “vegan”, più che altro raccontando della mia scelta… in questo libro invece entro nei particolari e la mia fatica è stata proprio quella di non scrivere un libro solamente tecnico ma provare a mantenere quel linguaggio poetico che mi accompagna, mi piace  e mi assomiglia anche nel raccontare le cose più dure, scientifiche, o tecniche. E alla fine sono contento per risultato perché sono riuscito a mantenere un buon equilibrio tra informazione e racconto… e credo che  nessuno troverà nulla di offensivo in quello che ho scritto.


Chiara, la tua carriera si divide tra musica e cucina: abbiamo potuto ascoltare la voce, qualcuno ha già assaggiato i tuoi piatti e presto potremo cucinare nelle nostre case le tue ricette. Credi ci siano degli elementi in comune tra questi due ambiti? Come vivi il passaggio dall’uno all’altro??

Spessissimo nella mia vita ho incontrato musicisti molto abili in cucina, penso che queste due passioni siano strettamente collegate. La musica si scrive seguendo l’istinto ma anche grazie alla tecnica e allo studio, questo vale anche per un buon piatto, almeno per quanto mi riguarda. Ho sempre vissuto le mie giornate passando periodi in cui facevo più una cosa o più l’altra, grazie a dio ho molte passioni e cerco di coltivarle tutte. Spesso cucino cantando e il piatto diventa improvvisamente più armonico.


Come è stato lavorare insieme come padre e figlia (questa volta non su un palco ma per preparare un libro) e quanto ha influito il vostro legame sul risultato finale?

red-chiaraRED: Per quanto mi riguarda è stata una gioia immensa… negli ultimi anni, Chiara ed io, siamo molto in sintonia e ci piace condividere i momenti che la vita o il lavoro ci propongono… insieme abbiamo riso, pianto, cantato e girato il mondo…ora proviamo a raccontare un’esperienza, una scelta etica e salutistica, che ci ha trovato fianco a fianco in modo del tutto spontaneo e naturale.

CHIARA: Io e il papà condividiamo diverse passioni, oltre alla musica anche la pittura e la cucina, di queste ultime due a lui riesce meglio la prima e a me la seconda. E’ stato bello vedere la fiducia e la libertà che mi ha dato nello scegliere cosa inventare e proporre per un libro che comunque è mio a metà, allo stesso modo ovviamente io non ho nessun dubbio su quanto scritto da lui poiché condivido al 100% il suo punto di vista e non saprei come raccontarlo meglio di come ha fatto.


Tra chi sceglie un’alimentazione vegana e chi invece sceglie di consumare anche carne ci si scontra spesso, e raramente si è disposti a considerare le ragioni dell’altra parte. Da entrambi i lati si è convinti di essere depositari della ragione e che l’altra parte sia completamente in torto. Naturalmente non è così per tutti, c’è chi vive serenamente le sue scelte rispettando quelle degli altri, ma ognuno di noi generalmente conosce almeno una persona che vive le sue scelte alimentari come abbiamo appena descritto. Voi come vivete questo contrasto?

RED: Credo che una buona parte delle “cause“, per come viene vista la filosofia vegana, siano prodotte proprio dei vegani stessi , o meglio, da quelli più integralisti… che faticano ad accettare il dialogo… intendiamoci, li rispetto per la loro “purezza“, ma credo che per arrivare al traguardo occorra anche convivere con qualche compromesso, e con le idee degli altri. Io mi pongo, come dicevo, con un pensiero gentile e auto definendomi “imperfetto“…Sono cosciente che non si può fare tutto bene… ma è peggio non fare nulla. Allora, con questo pensiero, ho scritto il libro… senza condannare e senza la pretesa di essere il depositario dell’unica verità… io propongo ricerche e notizie, tutte comprovate scientificamente, e racconto storie ed esperienze, dalle quali, poi, ognuno potrà trarre le sue conclusioni, nella massima libertà. Grazie a Dio, viviamo in democrazia, e ognuno può esprimere le sue idee e può fare le sue scelte… ma sempre nel rispetto delle altrui opinioni.

CHIARA: Io sono vegetariana, mio papà è vegano, il mio ragazzo, mia mamma e mio fratello sono onnivori, la moglie di mio papà evita i carboidrati perché va poco d’accordo col glutine. Diciamo quindi che la nostra è una famiglia molto variegata,  e se io vivessi la scelta alimentare in modo rigido, non potrei neppure stare all’interno delle mie stesse 4 mura e avrei sicuramente più di qualche problema con i rapporti umani. Per me ognuno è libero di fare ciò che vuole, io ho la mia idea di cosa sia più giusto e cerco, a mio modo, di far capire che la cucina vegana non è per nulla sinonimo di privazione.


Dopo il lancio di “Sano Vegano Italiano” avete già annunciato una serie di date di presentazione del libro. Si tratterà di un vero e proprio tour gastronomico che vi porterà ad attraversare l’Italia per poter presentare concretamente la vostra cucina a chi vorrà assaggiare i vostri piatti. Tra le persone che verranno a questi eventi ci sarà forse anche qualcuno che si trova in una posizione di assoluta diffidenza verso la cucina vegana, perchè si aspetta di trovare solo insalata nel piatto e di alzarsi da tavola insoddisfatto. Cosa vorreste dire a queste persone per invogliarle a provare a conoscere una cucina e dei prodotti nuovi?

RED: Vorremmo presentare il libro non solo a parole ma anche con i fatti… e quindi, al di là delle librerie “canoniche“ dove si presentano i libri, vorremmo fare degli incontri anche nei ristoranti, dove, dopo aver parlato dei contenuti etici del libro, si passi all’assaggiare le meravigliose proposte di Chiara, che per l’occasione si alternerà tra il ruolo di autrice e quello di Chef vegana, in cucina a seguire la preparazione delle sue ricette!

CHIARA: capisco sempre tutte le posizioni diverse dalla mia purché si sia aperti al dialogo e al mettersi in discussione. Inviterei quindi gli scettici ad una delle serate nelle quali presenteremo il libro ma si mangerà vegano,  per provare qualche mia ricetta, per parlare, a pancia piena, e spero appagata, di tutti gli interrogativi che saremo riusciti a stimolare.

 

Silvia Colombo
Una laurea triennale in Lettere, una magistrale in Scienze della Comunicazione e una grande passione per la musica leggera italiana mi hanno portato sin qui. Ad ogni concerto, con me anche la mia inseparabile reflex: scattare una foto per poi rivivere quell'emozione infinite volte. Amo definirmi un' "equilibrista in piedi sul mondo", cosi come recita uno dei miei brani preferiti.