È stato una bel viaggio nel tempo, anzi, quasi una mezza maratona quella che ha preso il via sul palco del Gran Teatro Geox e che per oltre due ore ha entusiasmato il pubblico accorso ad assistere a questa nuova “ripartenza” dell’ex bassista dei Pooh, il trevigiano Red Canzian.

E’ infatti iniziato ufficialmente da Padova il “Testimone del tempo Tour 2018” di Red Canzian venerdì 4 maggio dopo la “data zero” di Cecina svoltasi due giorni prima.

Il tour, che prende il nome dall’album uscito lo scorso febbraio, dopo la fortunata partecipazione come solista al Festival di Sanremo, toccherà i teatri italiani e sarà, dopo Padova e Brescia, a Udine il 7 maggio, a Torino il 12, a Varese il 13 e poi nell’ordine a Napoli, Firenze, Roma (all’auditorium Parco della Musica il 20 maggio), a Catania, Palermo, Bari per concludersi il 27 maggio al prestigioso Teatro degli Arcimboldi a Milano.

Assistere a questo spettacolo è molto di più che partecipare al concerto del proprio artista preferito: significa attraversare gli ultimi sessant’anni di storia della musica leggera, ripercorrere gli eventi e ritrovare quelle atmosfere che hanno caratterizzato l’evoluzione musicale moderna non solo nel nostro paese, viaggiare dal beat al prog, passando per Elvis Presley, Bob Dylan, Elton John e i grandi cantautori italiani ( Tenco, Paoli e Battisti ) fino ad arrivare ai Pooh naturalmente, e agli autori che hanno affiancato Canzian nella stesura dei nuovi brani contenuti nell’album, tra i quali Ruggeri, Ermal Meta, Miki Porru e Renato Zero.

Affiancato da una band di grande talento, Canzian è padrone della scena e piacevole intrettenitore: coinvolgente, accattivante, ammiccante e sornione a volte, rivela un talento interpretativo (se ancora ce ne fosse bisogno, dopo oltre 50 anni di palchi) eccezionale, capace di far sue le atmosfere spensieratamente beatlesiane quanto l’interpretazione di brani impegnativi e delicati come Emozioni o Mi sono innamorato di te.

A condividere il palco con Red in questo tour c’è la figlia Chiara Canzian (armonica, percussioni e cori) alla quale sono affidate alcune perle come Il cielo in una stanza e Your Song, nonché il brano di Facchinetti e Negrini Ali per guardare occhi per volare eseguite splendidamente, Phil Mer (batteria, percussioni, piano e direzione musicale del tour), Daniel Bestonzo (pianoforte, tastiere, fisarmonica), e i due formidabili chitarristi Alberto Milani (chitarre elettriche) e Ivan Geronazzo (chitarra elettrica, chitarra acustica e mandola) che nel suonare i brani dei Pooh non fanno rimpiangere assolutamente gli assoli di Dodi Battaglia.

Lo spettacolo si divide in due parti: nella prima si toccano le tappe salienti del percorso musicale che ha portato il musicista Canzian fino all’ingresso nei Pooh, in parte condiviso (chi più chi meno, dato che il pubblico in sala non è giovanissimo) da ognuno di noi, e che è sempre un piacere ricordare e rivivere. Red racconta i suoi esordi come cantante e chitarrista, la sua partecipazione a innumerevoli concorsi canori fin da ragazzino, il mitico “Stroppolo d’oro” vinto e consegnatogli da Pippo Baudo, la formazione dei suoi primi gruppi: i Prototipi (“attenti a non ridere del nome, che stasera sono presenti tutti in sala” avverte emozionato Canzian indicando un gruppetto di chiome argentate in platea) evolutisi poi nei Capsicum Red (e qui la storia della finta nazionalità inglese dello stesso cantante spacciata alla stampa fa sorridere), e via di seguito verso iil destino che ha fatto incrociare la sua strada con quella dei Pooh.
Strepitosa l’esecuzione della celeberrima Danza delle spade di Khachaturian “alla maniera” dei Capsicum Red, da parte di Canzian e Milani alle chitarre elettriche e Geronazzo per l’occasione al basso.

Nella seconda parte invece ci si immerge nelle atmosfere del gruppo italiano più longevo ripercorrendo quei successi che dai primi anni settanta (Red vi approdò nel 1973) hanno avuto un particolare significato per il nostro bassista. Il tutto intervallato, sia nella prima parte che nella seconda, da brani migliori tratti dal disco di Red Canzian, tra cui la lunga “suite” finale Cantico che si collega al discorso sul progressive italiano e internazionale.

Interessanti alcune interazioni fra canzoni straniere e brani dei Pooh, come la beatlesiana All you need is love che ad un tratto si “trasforma” in Piccola Katy o Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd che si evolve nel finale strumentale di Parsifal.

Red appare in gran forma e, nonostante qualche “incidente di percorso” che ha riguardato la sua salute negli ultimi anni, sempre pieno di entusiasmo e grande professionalità. È maestro sia quando imbraccia il suo strumento (dai Capsicum Red in poi, naturalmente il basso) che quando canta con voce intensa, chiara e potente, finalmente libera (come si è potuto notare anche nel disco) dai condizionamenti inevitabili del cantare in un gruppo. A tratti l’emozione prende il sopravvento, regalando quel qualcosa in più che ci rivela un uomo di straordinaria sensibilità oltre al grande artista che è. E il pubblico lo ricambia con affetto ed altrettanta emozione.

Impossibile sul finale trattenersi da alzarsi e ballare sulle note fischiettate di Chi fermerà la musica, piacevolissimo duetto tra Red e la figlia Chiara, e da quel momento l’abbraccio del pubblico si riversa fin sottopalco con applausi incessanti e grande affetto per un artista che ha saputo veramente affrontare diversi “tempi” della propria vita con professionalità, ma soprattutto amore per il proprio mestiere e rispetto per il pubblico. Continuando, è evidente in queste serate, comunque a divertirsi con la musica.

 

Scaletta dello spettacolo – Padova 04.05.2018

primo tempo

Ognuno ha il suo racconto

Meravigliami ancora

Tutti frutti

Love me tender

She loves you

Yesterday

Mi sono innamorato di te

Il cielo in una stanza

Blowin’ in the wind

Brennero 66

Cosa abbiamo fatto mai

California Dreamin’

All you need is love/Piccola Katy

A whiter shade of pale

Your song

Emozioni

Ocean/La danza delle spade

Shine on you crazy diamond/Parsifal

Cantico

secondo tempo

Noi due nel mondo e nell’anima

L’anno, il posto, l’ora

Eleonora mia madre

Se c’è un posto nel tuo cuore

Maria marea

Ali per guardare, occhi per volare

La notte è un’alba

Reviens moi

Città di donne

Stare senza di te

Cercando di te

Uomini soli

Chi fermerà la musica

L’impossibile

L’aquila e il falco

Stai con me

 

 

Valeria Bissacco
Nata sotto il segno dei Pesci, diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, mi occupo di fotografia, di pittura e di arti marziali. Appassionata di musica italiana, armata delle mie Canon seguo da sempre i concerti dei miei amati cantautori e dei gruppi storici. Cerco, con il mio lavoro, di cogliere l’emozione della musica dal vivo attraverso le espressioni dei protagonisti, la gestualità degli artisti sul palco, le luci e i colori dello spettacolo musicale, le reazioni e lo stupore del pubblico.