Francesco Guasti, classe 1982, nato a Prato e con una grandissima passione per la musica: il suo nome non è di certo nuovo ai più, perchè il grande pubblico ha imparato a conoscerlo grazie alla sua partecipazione a The Voice nel 2013.  Solo qualche settimana fa invece, lo abbiamo visto sul palco dell’Ariston, in gara nella sezione nuove proposte con il suo brano Universo, che sin dal primo ascolto ci è piaciuto moltissimo, motivo per il quale abbiamo deciso di conoscerlo meglio, e proprio per questo abbiamo scelto di fargli qualche domanda per scoprire qualcosa in più direttamente dalle sue parole.

Il grande pubblico ti ha conosciuto qualche anno fa, nel 2013, con la tua voce particolare e la tua grinta grazie a The Voice. Qualche anno dopo e dopo vari tentativi ti abbiamo ritrovato con un brano bellissimo sul palco più prestigioso della musica italiana. Quanto pensi sia stata importante la tua partecipazione al talent di Rai 2, e i vari tentativi a Sanremo Giovani per arrivare a presentarti al meglio al Festival di Sanremo?

Beh, senza dubbio The Voice mi ha fatto fare un passo verso il grande pubblico, da anni cantavo con la mia band, avevo anche toccato il palco del Lucca Summer Festival e molti altri,ma si sa, la televisione ti porta ad avere una visibilità importante. Importante ed immediata, quindi va anche saputa gestire: non farsi prendere dall’illusione facile, non perdere la testa, continuare a lavorare sodo. Il talent sembra quasi più un marchio oggi come oggi e non sempre positivo, per alcuni, insomma, sei un “miracolato-paraculato”, invece non è così: ho fatto The Voice a 30 anni suonati e con una gavetta di anni, ho portato un mio brano (Un solo giorno in più) che è stato scelto poi come singolo e prodotto da Universal. Dopo questa esperienza ho continuato a scrivere, studiare, portare in giro la mia Musica. Ho avuto qualche porta in faccia, ma non ho mollato e questo mi ha premiato. Sono la tenacia e la volontà, il tempo che dedichi con devozione al tuo desiderio che ti porta a realizzarlo. Non ci sono scorciatoie.

francesco-guasti-3-mario-silvestroneSoffermandoci un attimo sulla tua recente partecipazione al Festival di Sanremo, il tuo brano Universo, parla soprattutto dei ragazzi della tua generazione, dei trentenni e della speranza di sognare che non deve mancare loro. Quanto c’è di te, della tua esperienza e della tua caparbietà a non mollare il tuo sogno fino a che sei riuscito a coronarlo in questo brano?

C’è tutto: ci sono la delusione e la paura che si trasformano in consapevolezza e poi in speranza. In un anno ho imparato una cosa che prima mi sfuggiva: “non esistono ostacoli, esistono solo occasioni per migliorarsi, opportunità .

La musica è spesso un aiuto per i ragazzi, soprattutto per quelli più giovani che spesso trovano le loro risposte nascoste dietro un paio di cuffie. Pensi che un messaggio così importante come quello che hai lanciato nel tuo brano, soprattutto in un’ epoca in cui i giovani vengono più che altro spinti a pensare alle cose concrete e sempre meno ai propri sogni, possa essere veramente veicolato attraverso la musica e giungere come “aiuto concreto” ai destinatari? Le parole sono importanti è vero, ma spesso non tutti si soffermano a comprenderle e interiorizzarle.

Il cantautore ha il compito di veicolare messaggi. Io la vivo quasi come una missione, lo sento dentro: riporto in musica e parole quello che percepisco in me ma anche attorno a me. La vibrazione delle note aiuta a far arrivare le parole nei cuori, nelle menti e in ogni cellula del nostro corpo.

copertinaE degli altri brani del tuo nuovo album cosa ci puoi raccontare? Ce ne sono alcuni in particolare che vorresti consigliare a chi non ti conosce ma vorrebbe approcciarsi alla tua musica?

Tutti i brani cono figli,è difficile sceglierne uno in particolare… Ti dico solo che per portare al Festival di Sanremo sono stato indeciso fino all’ultimo tra “Universo” e “Il gioco è semplice”. Ogni brano racchiuso nel nuovo disco parla di quello che ho imparato fino ad oggi,di come osservo l’Universo dentro e attorno a me.

Dopo Sanremo l’instore tour. Come ti sei trovato ad affrontare i tuoi fans? In cosa è stato diverso il dopo Sanremo dal dopo-the voice? C’è qualcosa che ti ha colpito particolarmente da parte di chi ama la tua musica?

E’ stato diverso sia perchè sono cambiato io, sia perchè sono due esperienze totalmente diverse. Il Festival di Sanremo era il mio Sogno di bambino e credo sia il palco che ogni cantante italiano desidere calcare. Il rapporto con le persone che mi seguono è forte, molto schietto,sincero;ad ogni tappa dell’instore stringo mani e guardo occhi che mi conoscono attraverso la mia Musica. Devo tutto a loro.

Parlando invece del tuo futuro prossimo, hai in serbo altre sorprese per i tuoi ammiratori? Possono sperare di ascoltarti dal vivo sopra un palco nei prossimi mesi?

Negli instore, insieme al mio chitarrista ed amico Marco Carnesecchi, mi esibisco in un mini live in acustico ed è già molto emozionante , ma i live con la band al completo inizieranno fra poco, stiamo mettendo a punto le ultime date.

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Silvia Colombo
Una laurea triennale in Lettere, una magistrale in Scienze della Comunicazione e una grande passione per la musica leggera italiana mi hanno portato sin qui. Ad ogni concerto, con me anche la mia inseparabile Nikon: scattare una foto per poi rivivere l'emozione di quel momento infinite volte. Amo definirmi un' "equilibrista in piedi sul mondo", cosi come recita uno dei miei brani preferiti.