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Ad aprile 2016 usciva l’album L’ultima festa di Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo. A distanza di quasi un anno ci troviamo ad assistere alla penultima data di un tour devastante e delirante: il 23 febbraio Cosmo è sold out ai Magazzini Generali di Milano, una di quelle città che hanno probabilmente segnato il successo inesorabile di questo secondo album promotore di un genere che prima in Italia semplicemente non esisteva. Dal caloroso benvenuto nelle notti estive del Miami 2016, alla festa nei giardini del Politecnico ad ottobre, è passato per radio e diventato colonna sonora di cene a casa tra amici.

Ora che si avvicina per davvero l’ultima festa -l’ultima data sarà la sera dopo ad Ivrea, città d’origine e attuale del cantautore-, ci chiediamo: qual è lo stato d’animo prima e dopo quest’album che è insieme un evento e un racconto? Cosa è diventata L’ultima festa a distanza di un anno?

Il mood con il quale era stato creato l’album, si può intuirlo dal titolo e dal carattere nostalgico delle canzoni, era quello di chi è arrivato all’ultima spiaggia, all’ultimo briciolo di speranza per un sogno che era cominciato più di dieci anni prima con i Drink To Me. Ma c’è una forza in/visibile che non solo gli ha dato vita, ma l’ha portato avanti per un anno intero, ed è la voglia. La voglia di divertirsi, di sentirsi liberi e di sperimentare, la voglia di fare quel che più piace e come piace.

Tutto questo, in un live come quello milanese che sicuramente nulla toglie agli altri, passa sopra ai sentimentalismi e alle nostalgie e scansa ogni dubbio: lascia a casa i pensieri e muovi il sedere, balla! Grida! Salta! E’ così che Cosmo ci ha convinto e conquistato in quest’anno, tuffandosi a capofitto nel proprio sogno come su una folla sotto al palco, e si è lasciato trasportare fin dove il successo e il pubblico lo hanno portato.
C’è un pubblico affezionato ai ritornelli, agli abbracci e agli stage diving di Marco e i suoi compagni, ma c’è anche il pubblico che con con una cassa dritta di fronte durerebbe in piedi giorni interi. Cosmo lo sa e accontenta tutti, anzi è lui stesso diviso in queste due personalità, inguaribile “cazzone” dal cuore romantico. E non c’è niente di meglio che vedere un ragazzone di 35 anni appena compiuti che sa divertirsi con il proprio pubblico come farebbe con i suoi amici; che si lascia andare si, senza però mai perdere di vista il punto focale: essere se stessi, nella musica, nei testi, nel modo di scriverli e cantarli. Anche la scelta delle canzoni in scaletta da questo punto di vista è molto significativa. Perché se è vero che oggi siamo qui a festeggiare un successo arrivato splendidamente e inaspettatamente lo dobbiamo anche e soprattutto alle fatiche, alle illusioni, ai ricordi di una vita innocente e ai sogni annegati troppe volte nei drink.

La festa si conclude come chiudendo un cerchio, lì dove tutto è cominciato, con le prime canzoni scritte in italiano così, per gioco: Ho visto un dio, prima e Le cose più rare, poi nell’encore. E sarà sempre per gioco che poi forse un giorno ci rincontreremo.


SETLIST:
Cazzate
Dedica
Regata 70
Le voci
Dicembre
Esistere
Impossibile
L’altro mondo
Ho visto un dio
ENCORE
L’ultima festa
Disordine
Lunedì di festa
Le cose più rare

 

Il live è una produzionevia-audio

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