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Prosegue con grande successo il Tour di Roberto Vecchioni che porta il titolo del suo ultimo libro, La vita che si ama, iniziato nell’estate 2016 che ieri, 26 aprile 2017, è approdato al Teatro Comunale di Vicenza.

I concerti del 2017, rispetto alla prima parte della tournè, hanno alcune differenze in scaletta, dopo l’uscita nel novembre scorso dell’album Canzoni per i figli (allegato al libro nella nuova edizione) una raccolta che comprende 10 brani di cui due inediti, dedicati agli affetti più cari, i figli appunto, ma anche alla loro madre e alla madre del cantautore.

Lo spettacolo, perché non solo di concerto si tratta in quanto il cantautore ama e sa raccontare e raccontarsi storie, è in gran parte dedicato a loro, i figli, alle donne e alla felicità. Felicità ambita, raggiunta, conquistata e rimpianta, oppure effimera come quella proposta nelle pubblicità, o profonda come la nascita di un figlio; Vecchioni la esplora, la descrive e la regala in due ore di musica, parole e grandi emozioni.

Roberto Vecchioni si presenta sul palco accompagnato dalla sua band di ottimi musicisti di grande esperienza composta da: Lucio Fabbri al pianoforte, mandolino e naturalmente al violino, Massimo Germini alle chitarre acustiche, Antonio Petruzzelli al basso e Roberto Gualdi alla batteria. Il suono è impeccabile, le chitarre abbracciano la voce di Vecchioni nei brani più intensi ed acustici, il violino si fa canto struggente ad esempio in Canzone da lontano o danza festosa in Samarcanda.

In scaletta si susseguono, intervallati dalle spiegazioni del “Prof. Vecchioni”, quasi tutte le canzoni tratte dall’ultimo disco e in particolare ricordiamo l’intensa Le rose Blu dedicata da padre al figlio colpito dalla malattia, l’emozionante Un lungo addio per il matrimonio della seconda figlia, e Due madri dedicata alle bimbe dell’altra figlia, Francesca, nonché i grandi successi come la vincitrice a Sanremo Chiamami ancora amore, Sogna ragazzo, sogna, Dentro gli occhi, colme di speranza e di amore per la vita.

L’Amore fa da padrone nel canzoniere di Vecchioni, lo sappiamo bene, e allora come in un madrigale il cantautore milanese innalza la donna ad artefice assoluto dell’amore. Ci parla di Saffo, la prima donna a cantar d’amore quando gli uomini cantavano di battaglie e conquiste militari, di Wisława Szymborska e di Alda Merini, poetesse immense che nessun uomo, secondo il “professore” ha saputo eguagliare. Il pubblico ascolta in un silenzio attento e appassionato, dedicando poi lunghi applausi di assenso e partecipazione emotiva.

Il teatro è colmo, il pubblico non giovanissimo dimostra di gradire lo spettacolo e alla fine Vecchioni regala due bis assolutamente d’obbligo: la famosissima Luci a San Siro, di cui racconta la storia che è un po’ anche la storia dei propri inizi come cantautore e la celeberrima Samarcanda che diventa una festa per l’intero teatro.

Due ore abbondanti sono volate sul filo delle parole, della musica, dei sorrisi e pure di qualche lacrima a stento trattenuta. Quando le luci in sala si accendono si fa fatica ad andare via, ma quando si esce nella notte piovosa e lucida ci si sente molto più ricchi dentro, appagati ma anche sollecitati da qualche interessante spunto di riflessione. Resta la voglia di tornare a trovare quel “piccolo grande uomo” che al centro della scena ha messo sul palco come ogni sera, con grande talento ma altrettanta umiltà, la sua vita, la sua storia, i suoi affetti e i suoi dolori, ma soprattutto la sua arte e il suo mestiere. A presto, quindi…!

Il tour proseguirà a Marcianise (CE) il 27 aprile e a Genova al Teatro Carlo Felice il 27 maggio. Altre date sono in via di definizione.

Scaletta Concerto
Vicenza 26.04.2017

 

Quest’uomo
El Bandolero stanco
La mia ragazza
Le mie ragazze
Un lungo addio
Figlio, figlio, figlio
Le rose blu
Figlia
Canzone da lontano
Dentro gli occhi
Vorrei essere tua madre
Due madri
Milady
Che c’eri sempre (recitato)
Dimentica una cosa al giorno
Sogna ragazzo, sogna
Chiamami ancora amore
 

Bis

Luci a San Siro
Samarcanda

 

 

Foto e articolo di Valeria Bissacco

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