Si è concluso il 16 dicembre al PalaBruel di Bassano del Grappa (VI) il tour di Cristiano De André con la Band, “De André canta De André” appunto, sulle orme del padre. Per la terza volta infatti, con grande successo e una serie lunghissima di concerti sold out iniziata a primavera 2017, il cantautore ha portato sul palco le canzoni di Faber, cioè un pezzo fondamentale della storia della musica d’autore, reinterpretate con sensibilità, rispetto, nonché grande talento. A questo concerto seguirà un’ultima data in duo acustico con lo strepitoso chitarrista Osvaldo Di Dio, quindi l’appuntamento live è rinviato al prossimo anno con la promessa di nuove sorprese e soprattutto un nuovo album di composizioni originali di Cristiano De André.

Raccontare un concerto del genere non è certo facile: innanzitutto perché l’immensa eredità artistica di Fabrizio, raccolta più che degnamente e riproposta con personalità e affetto dal figlio, musicista completo attorniato sul palco a sua volta da validissimi professionisti, non può essere vissuta senza un notevole coinvolgimento emotivo, e poi perché si rischia di cadere nella banalità di un confronto stilistico, che in questo caso non crediamo possa aver senso. E poi perchè pensiamo che un concerto simile vada essenzialmente vissuto e goduto come esperienza personale, e quella di sabato scorso è stata (almeno per il momento) l’ultima, ottima, possibilità.
Abbiamo visto ragazze e ragazzi cantare a memoria ogni parola, signori e signore che seguivano i concerti di Fabrizio entusiasmarsi, coetanei di Cristiano applaudirlo con convinzione e gratitudine. Ci sono stati momenti di rispettoso silenzio e grande coinvolgimento emotivo, di vera commozione, ed altri in cui era impossibile non battere le mani a tempo e saltare, tutti, sulle sedie. Cristiano stesso in alcuni brani molto emozionato, ha riproposto diversi pezzi del padre tra i più noti ed amati dal pubblico, ma anche episodi a forte carattere sociale, presentando il concerto come una sorta di “messa laica” nella quale l’individuo è al centro di un percorso di crescita e di salvezza.

Il repertorio proposto in questo spettacolo spaziava attraverso l’intera produzione di Fabrizio, dando un vestito nuovo ed una luce particolare proprio a quei brani che a dispetto del tempo riescono ancora a trasmettere valori universali e pur sempre attuali come, ad esempio: Il testamento di Tito, La guerra di Piero, La canzone del Maggio, Khorakhanè. In particolare proprio La guerra di Piero, riarrangiata in modo essenziale e sublime dal bravissimo Osvaldo Di Dio, e quasi recitata da Cristiano De André in piedi al centro del palco inondato da un faro bianco, è stato un momento toccante, decisamente profondo e ricco di intensità.
Ottimi, abbiamo detto, i musicisti sul palco: oltre al già citato Osvaldo Di Dio alle chitarre e ai cori, troviamo alle tastiere e alla terza chitarra Max Marcolini, al basso Massimo Ciaccio ed il fedele Davide Devito (presente come Di Dio fin dal primo tour) alla batteria. Molto belle ed accurate le luci dello spettacolo, e di notevole effetto, pur nella sua semplicità, “l’abbraccio” della scenografia.
Da questo tour, come del resto dai due precedenti, è stato tratto un bel disco live, De André canta De André Vol. 3  appunto, che contiene dodici brani, scelti soprattutto fra quelli presentati per la prima volta in questa edizione del concerto, che riportano fedelmente la splendida atmosfera e il forte coinvolgimento emotivo che una scaletta come quella proposta da Cristiano suscita.
Ancora una volta possiamo dire che il ritorno sulle scene di De André figlio è stato una bella occasione per riascoltare e riassaporare pagine musicali che definire capolavori sappiamo bene non essere per nulla esagerato, riproposti nella migliore veste possibile da colui che ne ha l’autorevolezza più di chiunque altro.
Gli interminabili applausi finali, l’abbraccio del pubblico, le ovazioni, le richieste di bis anche oltre il tempo di una ragionevole chiusura di scena, a luci accese, nonché un piccolo groppo in gola, sono assolutamente meritati e, senza ombra di dubbio, davvero dovuti.
In attesa che Cristiano De André riprenda a cantare, anche e soprattutto, Cristiano.

Concerto di Bassano del Grappa, 16 dicembre 2017

Canzone del maggio
Sinàn Capudàn Pascià
‘A cimma
Don Raffaè
Khorakhané (A forza di essere vento)
Dolcenera
Una storia sbagliata
Coda di lupo
Hotel Supramonte
Il testamento di Tito
Canzone per l’estate
Il bombarolo
La collina
Creuza de mä
Amore che vieni, amore che vai
La guerra di Piero
Quello che non ho
Fiume Sand Creek

A dumenega
Volta la carta
Il pescatore
La canzone dell’amore perduto

Valeria Bissacco
Nata sotto il segno dei Pesci, diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, mi occupo di fotografia, di pittura e di arti marziali. Appassionata di musica italiana, armata delle mie Canon seguo da sempre i concerti dei miei amati cantautori e dei gruppi storici. Cerco, con il mio lavoro, di cogliere l’emozione della musica dal vivo attraverso le espressioni dei protagonisti, la gestualità degli artisti sul palco, le luci e i colori dello spettacolo musicale, le reazioni e lo stupore del pubblico.