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di Paolo D.L.
14 agosto 2010

Il jazz internazionale arriva a L’Aquila: al via la prima edizione di Avezzano Jazz Festival il 23, 28, 30 settembre 2010

Festival del jazz in Abruzzo, per rinverdire gli animi, spronare, accrescere la speranza nella rinascita dalle rovine dell’ultimo terremoto. Avezzan


Festival del jazz in Abruzzo, per rinverdire gli animi, spronare, accrescere la speranza nella rinascita dalle rovine dell’ultimo terremoto. Avezzano, la location scelta per questo evento internazionale, previsto per settembre, organizzato da numerose istituzioni impegnate oggi a promuovere la ricostruzione edilizia ma anche sociale e culturale di questo prestigioso angolo d’Italia, a creare nuovi, sicuri incentivi di attrazione turistica.

L’AJ Festival, alla sua prima edizione, ha l’ambizione di diventare un importante appuntamento jazzistico nazionale, un appuntamento annuale di prestigio per la Regione Abruzzo e per la Provincia dell’Aquila. Un evento che possa contribuire alla riscoperta del patrimonio culturale di Avezzano e dell’intera regione, al centro del panorama nazionale e internazionale.

Al teatro dei Marsi saranno sul palco, il 23 settembre, Sarah Jane Morris in “Where it hurts” con  Kevin Armstrong, guitar, vocal e Timothy Cansfield, guitar, vocal, il 28 Irio De Paula con Fabrizio Bosso,chitarra, tromba e filicorno e il 30  Maria Pia De Vito, Julian Mazzariello, pianoforte, Enzo Pietropaoli, contrabasso con il “Joni Mitchell Project, tutti artisti di risonanza internazionale, apprezzati da ogni tipo di pubblico.

Maria Pia De Vivo è interprete di eccellenti qualità maturate, negli anni, lavorando con musicisti quali Rita Marcotulli, Enrico Rava, Joe Zawinul, Gianluigi Trovesi, John Taylor. Il duo formato da Irio De Paula, chitarra, e Fabrizio Bosso, tromba, colpisce per inventiva, logica strutturale, sentimento, lirismo e capacità di raccogliere tutto ciò che la storia e lo studio ha messo a loro disposizione. Sarah Jane Morris, sensuale cantante-autrice, una delle più raffinate e meno formali artiste degli ultimi anni, spazia dal rock al blues, al jazz e al soul con una straordinaria estensione di quattro ottave. Parte del ricavato di questa prima edizione dell’ ”AJ Festival” sarà devoluta alle vittime del terremoto dell’Aquila, attraverso il sostegno del progetto “Amiche per l’Abruzzo”.


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1 commento - E tu cosa ne pensi?..

  1. Comunicato stampa
    A tutti gli organi di stampa, radio e televisioni, loro sedi
    Egregio Direttore, a seguito delle notizie relative alla cosiddetta “1° Edizione di Avezzano Jazz Festival” di cui leggo in questi giorni mi corre l’obbligo di precisare alcune inesattezze e aiutare la memoria di chi amministra la cultura in questa città.La prima edizione di  Avezzano Jazz Festival – “Prima rassegna di musica Afro Americana”, si svolse presso il Centro dei Servizi Culturali di Avezzano l’1, 2 e 3 settembre 1989, ad opera della allora nascente Associazione Culturale Jazz On, che mi onoro di presiedere. Ad essa seguirono ad Avezzano ben 12 edizioni del Festival jazz di Avezzano fino al 2002, anno in cui la nostra amministrazione comunale pensò di escludere Jazz On dalle manifestazioni estive e invernali della città. Ovvio che dal 2003 in poi Jazz On ha continuato e continua ad operare,  senza alcun sostegno da  parte della stessa amministrazione.Chiamare “primo” Festival Jazz una singola iniziativa, senza alcun collegamento con la storia più recente della città e del comprensorio è francamente sconcertante: ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di colonizzazione culturale, che attraverso sedicenti organizzazioni, anche no profit, coprono iniziative che di culturale hanno ben poco come del resto le stesse organizzatrici affermano nel loro comunicato:“contribuire alla creazione di iniziative di facile accessibilità ma di alto livello qualitativo, di forte attrazione turistica non solo per visite occasionali ma per permanenze di più giorni, capaci di coinvolgere anche l’ampia e diversificata fascia del pubblico locale” .Intendere la cultura come semplice volano di iniziative turistiche, per giunta capaci di coinvolgere il pubblico locale, denota indifferenza alla cultura, che viene subordinata ad altre categorie, come le politiche di promozione turistiche, e quel che è peggio, significa considerare i cittadini di Avezzano poco più che “cafoni”.Il sindaco e la sua amministrazione, dunque, sostenendo la “prima edizione” di Avezzano Jazz Festival hanno voluto azzerare tutto e dimenticare quello che di buono è stato fatto ad Avezzano, con il sacrificio e, perché no, l’intelligenza di tutti quei Marsicani, appassionati, cultori, musicisti ed operatori del settore che hanno riscoperto e diffuso l’identità culturale del proprio territorio.
    Il presidente Giuliano Graziani

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