Sono diventati un fenomeno talmente virale da essere arrivati in cima alla Viral 50 dei brani indie italiani con il singolo "Bill Murray", tra un mese uscirà il primo disco "Machepretendi". Conosciamo meglio i palermitani I Giocattoli, nuova rivelazione dell'it-pop.

La quantità di band che, negli anni zerodieci, hanno iniziato dalla “cameretta” non si conta, tante sono anche quelle che in quella cameretta e sui social sono rimaste confinate, qualcuno invece si può dire che ce l’ha fatta o ce la sta facendo: sicuramente è questo il caso dei palermitani I Giocattoli (Duilio Scalici, Ernst Mormile, Chiara Di Trapani e Davide Casciolo): partiti come un duo (Duilio e Ernst) che faceva cover e le condivideva sui social sono poi diventati, una volta cominciato a scrivere pezzi loro, un vero e proprio fenomeno del web, arrivando addirittura in cima alla Viral 50 dei brani indie italiani con il loro primo singolo, “Bill Murray”, dopo altri exploit (“Il ragno” ha avuto oltre 30.000 visualizzazioni su youtube appena uscito) senza neppure avere un album fuori (il primo disco, “Machepretendi”, uscirà il 20 aprile per Giungla Dischi).

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per capire come si passa dalla cameretta ai club in così poco tempo e quanto lavoro ci sia dietro.

Come si passa da fare cover per divertimento a essere primi nella viral 50 dei brani indie italiani?
In realtà ce lo chiediamo ancora anche noi. E’ stato un passo grande e veloce al tempo stesso. Non possiamo che esserne fieri e felici, senza smettere mai di divertirci.
Voi siete un fenomeno venuto alla ribalta in buona parte grazie ai social, come si riesce a farsi notare in un mondo musicale in cui oggi chiunque può fare musica nella propria stanza e condividerla?
Sicuramente le cose più importanti sono (oltre alle canzoni), le grafiche, i video, le foto ed una buona comunicazione. Bisogna trovare sempre le parole giuste, i colori giusti e cosi via. Sembra semplice ma non lo è affatto! E poi oltre tutto bisogna avere culo!
Per il primo disco avrete la produzione di Carota (Lo Stato Sociale) e Hyppo (Keaton), come è nata la collaborazione con loro e cosa pensate abbiano aggiunto al vostro sound?
Avevamo pronti i provini del disco e dovevamo scegliere un produttore artistico. Ci siamo rivolti a loro perché pensavamo fossero i più adatti per questo nostro primo lavoro (e non sbagliavamo!). Ci hanno risposto dopo poco tempo ed anche loro non vedevano l’ora di mettere mani sul sound del nostro disco. Hanno sicuramente aggiunto tutta la loro esperienza per migliorare il nostro modo di esprimerci suonando. E’ stata un esperienza super formativa!
Dal 2016 a questo primo disco come sono cresciuti i Giocattoli ed è cambiato qualcosa nel vostro approccio alla musica?
Sicuramente adesso siamo un po’ più coscienti di quel che “scriviamo”. Ma l’approccio è rimasto lo stesso. Ci divertiamo suonando ma adesso “sudiamo” un po’ di più!
Doveste descrivere “machepretendi” con tre aggettivi quali sarebbero?
Romantico, sognante, nostalgico.
Uno degli aspetti centrali del vostro progetto è anche l’aspetto dei video, che hanno trainato i singoli: cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?
Vorremmo migliorare ancora di più questo aspetto. Creando forse dei veri e proprio cortometraggi con le nostre canzoni. Ma ancora è presto per parlarne!
Infine vi chiedo un aneddoto da tour e se avete già programmato qualche live o evento per l’uscita di “Machepretendi”.
Si trovate tutte le prime tappe del tour sulle nostre pagine social! (facebook.com/igiocattolimusica/)
Partiremo il 20 aprile dal Land of Freedom di Legnano (MI).
Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".