Stasera parte da Prato il tour estivo della band torinese, diventata famosa per un concerto... su un treno!

Quando la celebrità bussa alla porta come un colpo di fortuna, dopo essersi fatti il mazzo su e giù per i palchi di tutta Italia, e un treno in ritardo si trasforma in una meravigliosa opportunità, perchè alla fine per divertirsi basta suonare, non importa dove: è quello che è successo agli Eugenio in Via Di Gioia (Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici), che a febbraio si sono trovati su un Italo Torino – Roma con 6 ore di ritardo e hanno deciso, per passare il tempo e allietare gli esasperati passeggeri, di improvvisare su quel treno un concerto, proposta ben accolta dai controllori che li hanno portati in giro per le carrozze.

Fortuna ha voluto che il video di quella loro estemporanea trovata sia diventato virale e che ne abbiano parlato i maggiori quotidiani (lo trovate su Repubblica.it a questo link) dando alla band, giunta al secondo album, “Tutti su per Terra” (il primo si chiama “Lorenzo Federici”, per omaggiare il bassista, dato che il nome della band è composto dall’insieme dei nomi degli altri tre membri) una visibilità straordinaria.

Proprio in questi giorni è in partenza la tranche estiva del tour, che li vedrà esibirsi questa sera, venerdì 18 maggio, a “Prato a tutta birra”, in una data gratuita nella città toscana, in compagnia dei Modena City Ramblers.

Ne abbiamo parlato con il batterista, Paolo Di Gioia:

Stasera sarete a suonare a Prato, come sta andando il tour? Avete notato l’exploit avuto dopo l’episodio avvenuto su Italo e la successiva ospitata a Radio Deejay in “Deejay chiama Italia”?

Il tour sta andando bene, abbiamo fatto diversi sold out, tra cui Firenze e Bologna: da febbraio sicuramente gli addetti ai lavori si sono accorti più di noi, è nato tutto per caso ma siamo molto contenti. Quando tu credi in un progetto e poi ci lavori intensamente per 5 anni poi ti capita anche il colpo di fortuna che ti dà quella spinta in più. L’importante è insistere.

Questo mi fa pensare che poi i meccanismi che ti fanno conoscere al grande pubblico siano veramente strani: uno si sbatte un sacco di tempo per la promozione ed il resto e poi tutto avviene istantaneamente per un colpo di genio estemporaneo…

“Sì è vero, però tutto fa, nel senso che non avremmo mai suonato sul treno se non avessimo avuto l’attitudine di suonare ovunque. Abbiamo suonato in primis per strada, per cui figurati.  Diciamo che questo aiuta la botta di fortuna che poi serve sempre.”

Voi siete l’ennesima espressione della scena torinese degli ultimi anni (da Bianco a Levante a Willie Peyote, che suonerà a Prato domani), da cosa dipende secondo voi?

“Sì, con Willie dovevamo suonare insieme a Prato, poi per un incrocio di date non siamo riusciti. Per quanto riguarda la scena torinese, credo che Torino abbia sempre avuto un forte underground musicale, ci sono tante realtà che faticano poi ad uscire anche per il fatto che magari non hanno una spinta dagli addetti ai lavori, però adesso stiamo uscendo bene. E’ un periodo, bisogna saperlo sfruttare: adesso è il periodo di Roma e Torino.”

Parliamo un po’ del vostro secondo disco, “Tutti su per Terra”, come è nato? E poi non posso non chiederti della copertina che capovolge in qualche modo il mito di Atlante che sorregge il mondo…

Questo disco è nato suonato per strada e nasce dalla quotidianità, molti brani parlano del rapporto tra uomo e società, uomo e futuro: abbiamo voluto dare questa idea anche nella copertina, dove è il mondo che sorregge Atlante e non il contrario.

Come la vedi la società adesso? I musicisti hanno sempre un punto di vista privilegiato alla fine.

La società di oggi deve un po’ svegliarsi, noi parliamo molto del futuro e della natura: dobbiamo curare il mondo dove siamo e avere un bel rapporto con esso, che spesso manca. Bisogna correre ai ripari al più presto.

Visto che avete scritto un disco in cui si parla molto di quotidianità, dell’uomo, mi viene da chiederti se osservando la gente in tour avete già scritto cose nuove.

“Sì, già in questi giorni siamo in studio e stiamo registrando due brani nuovi, due singoli che dovrebbero uscire non so ancora quando, ma credo a breve. Un singolo è nato interamente da Lorenzo Federici, proprio durante questo tour. Vediamo se riusciremo a suonare entrambi i pezzi nuovi già nelle date estive del tour.”

Quanto l’attitudine da buskers vi aiuta a stare sul palco? Cosa ci dobbiamo aspettare da un vostro live?

Guarda ci aiuta tanto, ci aiuta ad essere improvvisatori e a fare anche del teatro oltre che della musica sul palco: è un mix delle due cose e il pubblico tende a divertirsi. Noi facciamo capire alla gente che noi ci divertiamo un sacco a stare sul palco, non abbiamo barriere con nessuno. Interagire col pubblico è molto importante.

Ecco, mi incuriosisce sapere qual è la reazione che ha avuto più spesso la gente che magari vi ha conosciuto attraverso un live, a scatola chiusa, senza avervi ascoltato?

“Mi sono proprio divertito”, questa è la frase che ci hanno detto più spesso.

Queste le date estive dove potrete vedere live gli Eugenio in Via Di Gioia:

18.05.18 Prato A Tutta Birra – Prato
19.05.18 Arci Mu – Parma
24.05.18 Casa della Musica – Napoli
25.05 Eremo Club – Molfetta (BA)
01.06.18 Bella Vista Social Fest – Borgo a Buggiano (PT)
08.06.18 Giornata dell’arte – Biella
10.06.18 Ama Music Festival – Bassano Del Grappa (VI)
16.06.18 Albori Music Festival – Sulzano (BS)
21.06.18 Magnolia – Milano
22.06.18 Biografilm Festival – Bologna
23.06.18 Fans Out – Nizza Monferrato (AT)
14.07.18 Baciami Festival – Livorno 
16.07.18 Rock In Roma opening Caparezza – Roma
22.07.18 Suoni di Marca – Treviso
27.07.18 Eco Sound Festival – Caprarola (VT)
28.07.18 Sud Est Indipendente – Lecce
14.08.18 Anguriarafara – Fara Vicentino (VC)
31.08.18 Beat Festival – Empoli
02.09.18 Home Festival – Treviso
09.09.18 Live Rock Festival – Siena

 

 

 

Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".