Il country di Phil Vassar sbarca live in Italia



Phil Vassar varca i confini dell’Italia con un’unica esclusiva data per presentare un album piacevolissimo, equilibrato nei toni e nei ritmi, giocoso e riflessivo, con atmosfere e rimpianti, contaminazioni funky gradevolissime e ben sposate ai ricami degli strumenti tipici della country music che non mancheranno di farsi apprezzare dai suoi fans e dagli appassionati di line dance e balli in coppia.
Al di là degli stereotipi, della passione per il genere o della conoscenza che della country music possiate avere, non perdete questa ghiotta occasione per incontrare intimamente Phil Vassar dal vivo, in versione unplugged e godere delle atmosfere che riesce a creare amalgamando il suo talento a quello dei musicisti con cui dividerà il palco.

Non meraviglia che un autore di canzoni si accompagni ad un nobile strumento come il pianoforte e piace che l’artista in questione sia anche un cantante, autore delle proprie canzoni ma altresì fautore dei successi di molti nomi noti del mainstream nashvilliano: da Tim McGraw (For a Little While) a Collin Raye (Little Red Rodeo), da Alan Jackson (Right On The Money) a Jo Dee Messina (Bye Bye) ai longevi straordinari Blackhawk (Postmarked Birmingham). Una carriera come songwriter decollata nel 1996 grazie a “Once in a While” scritta a 4 mani, e la consapevolezza di volere la musica nella propria vita.

Due nominations come autore dell’anno per l’ASCAP, riscuote interesse dall’Academy of Country Music, Billboard e Music Row, 6 albums all’attivo e una carriera sviluppatasi negli anni ’90 fino ad oggi. Un talento offerto a piene mani connotando di energia e divertimento ogni singolo show ed una vocegradevole ed equilibrata, mai eccessiva. Questo ed altro è Phil Vassar, originario di Lynchburg in Virginia: è un artista sincero, onesto e generoso con una visione globalizzata della sua carriera che agli europei non dispiacerà per nulla. Il suo nuovissimo album, Traveling Circuì, è il biglietto da visita per farlo conoscere al di qua dell’oceano in un mondo come quello che stiamo vivendo fatto di globalizzazione si, ma dove la musica – soprattutto country – è forse una delle poche cose positive da globalizzare.

2 febbraio 2010, La Cantina, Lentate sul Seveso (MI)

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7 Commenti

  1. Romina

    Ma chi è sto Phill Vassar?
    Ma io dico …. ci mancavano pure i cowboy in Italia? :roll:

    Ascoltate Gigi D’Alessio che è meglio. :smile:

  2. FRANCESCA

    :razz: :razz: :razz: :razz: :razz:
    E’ fantastico che ci soa qualcuno che FINALMENTE ci porta il COUNTRY in Italia!!!

    grazieeeee
    GRANDE PHIL VASSAR!!!

  3. Gotschalk

    Prego contattarmi via mail, sapere chi ha scritto questa recensione.

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