Dietro il moniker Generic Animal si nasconde Luca Galizia, che sfodera un gran disco d'esordio con un'attitudine lo-fi che nell'indie italiano si è un po' persa. Lui ce lo racconta così.

Luca Galizia, classe 1995, già chitarrista dei Leute, ha deciso, in questo inizio di 2018, di cimentarsi per la prima volta con un disco solista, nascosto sotto il moniker Generic Animal: con l’aiuto di Jacopo Lietti (Fine Before You Came) ai testi e la produzione di Adele Nigro e Marco Giudici (Any Other) quello che ne è venuto fuori è un prodotto “sghembo”, come si sarebbe detto una volta, uno di quei dischi da cameretta che inquadrano però perfettamente un modo di vivere la provincia in cui tanti riescono a riconoscersi.

Ne abbiamo parlato con lui per farci raccontare come è nato questo lavoro, che sta già conquistando pubblico e critica in quel circuito indie che si dimostra sempre più ricco di talenti.

Prima domanda obbligatoria: cosa ti ha detto Jacopo Lietti per convincerti a fare questo disco e se avevi mai pensato a un disco solista.

Ci siamo convinti a vicenda. Per quanto riguarda il disco solista, direi che è stata una scelta presa con impulsività ma comunque voluta. Cercavo da tempo qualcosa per me stesso. Ne avevo bisogno e mi ha fatto bene, mi sta facendo del bene. La convinzione è partita da entrambi. Settimana dopo settimana ci siamo fomentati uno con l’altro ed è uscito fuori questo disco.

C’è stato un tempo in cui per dischi tipo il tuo si usava la parola “sghembo”, “storto”, ti ci ritrovi?

 Si dai mi ci ritrovo. Più che altro mi rappresenta anche un po’ fisicamente ahha.

E lo sai che i dischi storti non li fa più nessuno perchè non vanno più di moda (e per questo il tuo sembra un piccolo miracolo dal mio punto di vista)?

Dipende da quanta musica ascolti e con che fine ascolti o fai la musica. Per quanto riguarda l’Italia potrei darti ragione. Comunque grazie mille, sono contento ti piaccia il disco.

La produzione di Marco e Adele ha arricchito il tuo lavoro?

Assolutamente si, sono stati essenziali nella fase di arrangiamento e registrazione. Anche a livello emotivo e di motivazione.

I testi di Jacopo Lietti: sono venuti fuori da cose che gli hai raccontato, li aveva già pronti in un cassetto e te li ha “donati”, insomma come nascono?

I testi di Jacopo sono nati settimana dopo settimana. Li ha scritti tutti lui e io magari ho tagliato minimamente alcune cose che trovavo poco comode nello stendere la linea vocale. Un paio di questi sono più legati ad un pensiero comune, tipo “hinterland” e “interludio” ma comunque in maniera sentita e sincera.

Questa attitudine lo-fi da cameretta come la renderai dal vivo?

La sto rendendo nel modo più comodo ma, personalmente, più divertente possibile. Suono la chitarra classica, Andrea, mio amico e già batterista nell’altra band in cui suono (Leute), suona i pad con le ritmiche e bassi, il computer lancia le basi con i synth e i cori, infine Zollo ci aiuta con i suoni.

Come ti senti ad essere un artista lo-fi in un mondo in cui tutto è mega prodotto e anche la parola “indie” ha perso di significato? L’appoggio de La Tempesta quanto è contato per te?

Mi dispiaccio solo del fatto che il metro di paragone sia davvero così ristretto e che le persone non riescano ad ascoltare la musica senza dover far riferimento ad un nome di un altro artista. Ma probabilmente sarà sempre così quindi fa niente. Continuo a fare le mie cose. L’aiuto di Enrico (Molteni – La Tempesta Dischi) è stato tutto e lo è tutt’ora. Oltre che ad essere un amico dal cuore d’oro e ad aver creduto dal primo secondo al progetto, è anche un discografico indipendente super organizzato che sa trattare con chiunque nella migliore maniera. Anche con un tamarretto come me.

Infine, tu hai definito il tuo disco “pop senza ritornelli”, ci spieghi meglio?

 E’ una definizione convenzionale per non dover spiegare a tutti che la canzone è a struttura aperta, il ritornello c’è solo una volta e devi capire tu qual è.

Queste le date in cui potrete vedere Generic Animal live, mentre sotto un assaggio del disco, con il video di “Tsunami”:

02-03-2018 MARGHERA – (VE)- Argo 16
03-03-2018 ROSA’ (VI) – Vinile – (w/Galeffi)
09-03-2018 BOLOGNA – Covo Club
10-03-2018 PIACENZA – MusiciPerCaso
17-03-2018 SEREGNO (MB) – Tambourine
21-03-2018 FORLI’ – Diagonal Loft Club
23-03-2018 MONTECCHIO (RE) – Concerteeno @ Bainait
24-03-2018 PRATO – Capanno 17
11-05-2018 AVELLINO – TILT
12-05-2018 SCAFATI – (SA) –FERRO 3

Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".