Domani con i suoi Diaframma Fiumani inaugurerà la nuova stagione del Riff Club a Prato, portando in giro 30 anni di storia del rock italiano.

Venerdì 29 settembre Federico Fiumani torna a suonare a Prato, nel rinnovato Riff Club, per inaugurarne la stagione concertistica con i suoi Diaframma: la band, attiva fin dai primi anni ’80, manca alla prova di un disco di inediti dal 2013, anno di “Preso nel vortice”, ma non per questo è venuta meno la loro presenza sui palchi di tutta Italia, toscani in particolare, tanto che Fiumani stesso, tramite i social, ha definito questo tour un “Puttan tour”, proprio perchè non ha un disco in uscita.

Siamo andati dunque a chiedergli quando arriverà questo agognato disco di inediti, atteso dai tantissimi fan della band fiorentina, ma la data precisa ancora non c’è. Venerdì però, si inizierà a sentire qualcosa di nuovo.

Federico, venerdì inaugurerai con il tuo live la stagione del Riff Club, come è cambiata secondo te la situazione dei live club italiani negli ultimi 30 anni?

“Non è cambiata granchè, 30 anni fa se un locale aveva gli schermi che mandavano video musicali, era considerata una cosa all’avanguardia e poteva determinare il suo successo.”

Credi che siano la miglior dimensione per un concerto?

“No, i teatri sono meglio, si sente meglio. Spesso nei club, non tutti, ma alcuni, l’acustica non è delle migliori.”

Ho letto su facebook che hai definito, con la tua consueta schiettezza, questo tuo tour “Puttan tour”, vista l’assenza di un nuovo disco da promuovere. A quando un nuovo disco di inediti dei Diaframma?

“Ci stiamo lavorando. Senza fretta, che non vuol dire senza impegno.”

Questo tour di successi ti ha fatto riscoprire qualche brano storico che non suonavi da tempo?

“Direi che i brani storici li stiamo facendo tutti, a parte quelli che proprio non riesco a imparare a memoria.”

Qual è il tuo rapporto con i social network?

“Mi servono per organizzare concerti.”

Venerdì suonerai un brano nuovo, “Quando morirò”, cosa ti ha ispirato questo pezzo?

“In realtà ho solo questa frase e qualche accordo, lo devo finire entro venerdì perchè lo ho annunciato, mannaggia a me.”

In generale hai un metodo di scrittura per i brani dei Diaframma?

“No, ogni brano ha una storia diversa.”

Nelle sonorità dei gruppi indie italiani degli ultimi anni sono molto presenti gli anni ’80 e i Diaframma sono considerati un gruppo di riferimento: se oggi dovessi rimettere in piedi un progetto come fu “Il dono” qualche anno fa a quali gruppi penseresti, oltre a quelli che già avevi coinvolto?

“Spartiti e Afterhours, che sono quelli che mi rimbalzarono all’epoca, solo per il gusto di rompere i coglioni.”

Se dovessi riassumere Federico Fiumani e i Diaframma in una frase, quale sarebbe?

“Se mi lasci non vale, tutto il nostro passato dentro quella valigia, non ci può stare.”

Alessio Gallorini
Classe 1987. Scrive e ascolta musica fin da quando gli hanno comprato uno stereo e dato un'educazione. Toscano doc, conduce un programma radiofonico tutto "home-made" che non poteva che chiamarsi "L'Appartamento". Laureato in giurisprudenza, ma allergico ai tribunali. Ama la letteratura e tutto ciò che è arte. Finchè non si annoia. Frase del cuore: "Costruire è sapere, è potere rinunciare alla perfezione".