Per la prima volta dopo il conferimento del Premio Nobel, a tre anni di distanza dal suo ultimo tour italiano, torna nel nostro Paese nel 2018 Bob Dylan.

Tre anni densi di avvenimenti per il cantautore americano che lo hanno visto pubblicare 3 album (“Fallen Angels” nel 2016, “Triplicate” e l’appena uscito “Trouble No More” nel 2017), essere insignito della Medal of Freedom da Obama e soprattutto aggiudicarsi il Premio Nobel per la Letteratura nel 2016, onore mai conferito prima ad un musicista.
Il tour partirà da Roma con un triplo appuntamento all’Auditorium Parco della Musica, per poi toccare Firenze, Mantova e Milano, i biglietti saranno in vendita da venerdì 10 novembre dalle ore 11:00 su www.ticketone.it e www.dalessandroegalli.com.

Questo il riepilogo delle date previste:

3/4/5 aprile | Roma | Auditorium Parco Della Musica – Sala S.Cecilia
7 aprile | Firenze | Mandelaforum
8 aprile | Mantova | Palabam
9 aprile | Milano | Teatro degli Arcimboldi

Nel dicembre 2016 Bob Dylan è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura da parte dell’Accademia Svedese “per aver creato nuove espressioni poetiche nell’ambito della grande tradizione della canzone americana”. Nel 2012 ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, e nel 2008 ha ricevuto uno speciale Premio Pulitzer per “il suo profondo impatto sulla musica pop e sulla cultura americana, grazie a testi dalla straordinaria forza poetica”. Ha inoltre ottenuto il titolo di Officier della Légion d’Honneur francese nel 2013, il Polar Music Award svedese nel 2000 e diverse lauree ad honorem, tra cui quelle della University of St. Andrews e Princeton University, oltre a numerose altre onorificenze.

Sulla scia del lavoro di reinterpretazione iniziato con “Fallen Angels” e “Shadows In The Night”, il 31 marzo 2017 e’ uscito il primo album triplo della vita di Bob Dylan: “ Triplicate “ . I due precedenti album, “Fallen Angels” e “Shadows In The Night”, con i quali reinterpretava classici della canzone americana, gli sono valsi il plauso della critica mondiale e la nomination ai Grammy nella categoria Best Traditional Vocal Album. “Fallen Angels” ha debuttato nella Top 10 di più di dodici paesi, tra cui Regno Unito, USA, Italia, Paesi Bassi e Austria, mentre “Shadows In The Night” è entrato subito nella Top 10 di 17 Paesi, conquistando la top chart di Regno Unito, Irlanda, Svezia e Norvegia. Gli ultimi sette studio album di Dylan sono stati universalmente riconosciuti come alcuni tra i migliori della sua gloriosa carriera, e hanno toccato nuove e ulteriori vette di successo commerciale e di critica. “Time Out Of Mind” del 1997, disco di platino, gli è valso numerosi Grammy, tra cui quello per Album “Of The Year”, mentre “Love And Theft”, anch’esso disco di platino, ha ottenuto numerose candidature ai Grammy e una statuetta nella categoria Best Contemporary Folk Album. Bob Dylan ha venduto oltre 125 milioni di dischi nel mondo.

La notizia del suo ritorno in Italia ha naturalmente già fatto discutere e sta dividendo le opinioni tra chi non vuole perdere l’opportunità di vedere (o rivedere) dal vivo una vera e propria leggenda vivente e chi invece parla di voce che non c’è più, canzoni stravolte, arraggiamenti che rendono irriconoscibili i brani, oltre che della ormai arcinota poca loquacità e giovialità di Mr. Zimmermann.

Come sempre, è importante sapere cosa e chi si sta andando a vedere dal vivo. Dylan non è mai stato e a maggior ragione non è oggi conosciuto per la simpatia, la loquacità o la tolleranza nei confronti del pubblico. Una delle ultime volte che il buon Bob è passato dall’Italia, al suo concerto era vietato l’uso di fotocamere e videocamere e le maschere nel teatro hanno fatto la spola per tutta la durata del live per far rispettare il divieto. Oltre a questo, chi già non è cosciente è bene che se faccia una ragione: Dylan è Dylan e non è quello che vi aspettate, non è il mito che in tanti vanno ad adorare (restando poi delusi perché le canzoni sono irriconoscibili e la voce non è quella del vinile che hanno a casa). Il suo atteggiamento è arcinoto e fa parte del personaggio, così come la sua scelta delle canzoni (non aspettatevi i grandi classici). Con questo non significa che si debba difendere l’indifendibile, occorre solo sapere bene cosa si sta andando a vedere, regolare le proprie aspettative e sperare in una serata buona del menestrello. In tutti i casi, un concerto di Bob Dylan è un’esperienza memorabile, una di quelle che racconti ai posteri. Ed è più di quanto si possa dire di buona parte dei concerti in circolazione.