Giuliano Palma & the Bluebeaters
Ska / Rocksteady / Beat, Nazionale
Inserito da Paolo 29/07/2007
Corre l'anno 1994: Giuliano Palma, cantante storico dei Casino Royale, raggiunge Torino per cantare come ospite in un album dei Fratelli di Soledad, "Gridalo Forte". In quella sede, tra il serio e il faceto, un gruppo di amici si riunisce e fantastica di mettere insieme una cover band di pezzi rock steady giamaicani e soul americani.
Di quel periodo lo stesso Palma racconterà, anni dopo: "Ci guardammo in faccia e cominciammo a suonare la colonna sonora di "The Harder They Come" poi "Redemption Song" "54-46" di Toots ma anche "Love Is The Law" degli stessi Casino Royale". In quel momento nascevano i Bluebeaters, una delle migliori live band italiane di sempre, ma prima ancora un gruppo di amici con in comune la passione per reggae, ska, rocksteady e bluebeat delle origini, ossia il meglio della musica giamaicana.
La formazione è un supergruppo di musicisti di Casino Royale e Africa Unite, due delle band leader della scena italiana: Giuliano 'King' Palma (voce), Patrick Benifei (tastiere) e Ferdi (one drop) dei Casino Royale e Bunna (basso), The Angelo Parpaglione (sax), Cato Senatore (chitarra) e T-Bone (trombone) degli Africa Unite. Quella prima session, all'Hiroshima Mon Amour, con la partecipazione di Zorro dei Fratelli Di Soledad, è un successo clamoroso che crea subito un alone di leggenda intorno al dream team dello ska it...
Corre l'anno 1994: Giuliano Palma, cantante storico dei Casino Royale, raggiunge Torino per cantare come ospite in un album dei Fratelli di Soledad, "Gridalo Forte". In quella sede, tra il serio e il faceto, un gruppo di amici si riunisce e fantastica di mettere insieme una cover band di pezzi rock steady giamaicani e soul americani.
Di quel periodo lo stesso Palma racconterà, anni dopo: "Ci guardammo in faccia e cominciammo a suonare la colonna sonora di "The Harder They Come" poi "Redemption Song" "54-46" di Toots ma anche "Love Is The Law" degli stessi Casino Royale". In quel momento nascevano i Bluebeaters, una delle migliori live band italiane di sempre, ma prima ancora un gruppo di amici con in comune la passione per reggae, ska, rocksteady e bluebeat delle origini, ossia il meglio della musica giamaicana.
La formazione è un supergruppo di musicisti di Casino Royale e Africa Unite, due delle band leader della scena italiana: Giuliano 'King' Palma (voce), Patrick Benifei (tastiere) e Ferdi (one drop) dei Casino Royale e Bunna (basso), The Angelo Parpaglione (sax), Cato Senatore (chitarra) e T-Bone (trombone) degli Africa Unite. Quella prima session, all'Hiroshima Mon Amour, con la partecipazione di Zorro dei Fratelli Di Soledad, è un successo clamoroso che crea subito un alone di leggenda intorno al dream team dello ska italiano.
Il progetto viene accarezzato, coccolato e sostenuto durante il poco tempo che rimane libero tra le registrazioni, i concerti e le prove dei rispettivi gruppi di appartenenza. Ogni anno i Bluebeaters si ritrovano per affrontare un tour invernale insieme finché, qualche anno dopo, avviene la svolta: durante i tre mesi di concerti, 20 date a cavallo tra il '98 e il '99, i Bluebeaters collezionano la bellezza di ventimila spettatori, una rampa di lancio notevole che rinvigorisce gli entusiasmi e cementa il gruppo, ora più che mai intenzionato ad andare avanti.
Grazie all'impegno, alla costanza e alla dedizione dei suoi membri, il sound dei Bluebeaters migliora giorno dopo giorno, la gente accorre ai concerti sempre più numerosa e richiede a gran voce un disco completo. E l'album, anzi "The Album" con la A maiuscola, non tarda ad arrivare nell'estate del 1999; si tratta di una raccolta eterogenea di cover una più bella dell'altra e dal sound genuino, poco raffinato nel senso migliore del termine, registrate in presa diretta con il solo aiuto di strumenti classici degli anni '60: tromba, sax e trombone, contrabbasso, pianoforte, amplificatori valvolari e compressori.
Ma i brani non sono solo rivisitazioni di grandi classici giamaicani come "Tell Me Now" e "World's Fair" degli Skatalites o di hit reggae anni '70 come "Let Him Try" e "Coming In From The Cold" di Bob Marley, il disco contiene anche grandiosi riarriangiamenti di hit mainstream che con rasta e dreadlock non hanno, apparentemente, nulla a che vedere, tra cui "See You Tonite" di Gene Simmons dei Kiss, "Wonderful Life" di Black, "Believe" di Cher, "I Don't Know Why I Love You (But I Do)" di Clarence "Frogman" Henry e addirittura "Never Never Never", una versione in inglese di "Grande Grande Grande" di Mina.
Le scelte artistiche si rivelano vincenti e quello che viene fuori è un disco di grande impatto, tuttavia la commercializzazione è alquanto sofferta: vincolati dai contratti discografici con i propri gruppi, i Bluebeaters producono in proprio il disco e il videoclip di "Wonderful Life" (che entra nella programmazione di MTV e altri canali televisivi) e si devono occupare anche della distribuzione. "The Album" è disponibile dapprima solo sul sito Web del gruppo (www.bluebeaters.com) e poi viene distribuito in una limitata rete di negozi, circa 80, che accettano di diventare punti vendita del disco di Giuliano Palma & The Bluebeaters. Nonostante la distribuzione 'artigianale', alla fine il numero di copie vendute arriva comunque a 12.000, una cifra ragguardevole a queste condizioni.
Nel dicembre 2000, grazie a un accordo con V2 Records, il cd entra finalmente nel circuito di vendita tradizionale. Pur mantenendo lo spirito originario del disco una raccolta di cover rielaborate in versione ska la riedizione di "The Album" è impreziosita da due bonus track, altrettante riletture di classici di Gino Paoli: "Domani" e "Che Cosa C'è", cantati a due voci da Giuliano Palma e dallo stesso cantautore ligure, ispirato più che mai. Al lancio del disco, a cui concorre il videoclip di "Che Cosa C'è", girato da Ago Panini, segue un tour che fa registrare ovunque il tutto esaurito.
L'anno successivo viene dato alle stampe "The Wonderful Live", bootleg ufficiale di Giuliano Palma & The Bluebeaters, registrato per intero con cassette analogiche che mantengono intatto il sound verace e non artefatto della band. Nel 2004 la formazione al completo si ripresenta in grandissimo spolvero, con nuove cover e rivisitazioni, sui palchi d'Italia per l'Anniversary Tour, una serie di concerti sold out che celebrano i 10 anni di attività della band, di cui ora fanno parte anche Peter Truffa, pianista preso in prestito dalla New York Ska Jazz Ensamble e Fabio Merigo, chitarrista di Reggae National Tickets. Pure nel 2005 la superband si ripropone con un'intensa attività live, tra cui la partecipazione al prestigioso Arezzowave, che viene accolta con entusiasmo dal sempre più folto e affezionato gruppo di fan che il gruppo vanta in tutta Italia. E intanto prepara il rientro sul mercato discografico con un nuovo album completo.
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